La protesta senza proposta

Posted on 14 ottobre 2011 di

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Lo stato disastroso del dibattito pubblico nel nostro paese e delle idee che vi vengono impiegate è riassunto in maniera efficace e drammatica da questo video tratto dalla puntata di ieri di Piazzapulita, su La7, che vede confrontarsi Maurizio Gasparri da una parte e Sabina Guzzanti insieme ad alcuni indignados dall’altra.

Da una parte, appunto, un esperto picchiatore verbale, uno che va in televisione con l’unico scopo di disturbare, insultare ed impedire agli altri di parlare. Uno di quelli che, incalzati dal giornalista su un certo argomento, hanno la faccia tosta di tirare in mezzo il loro diritto ad esprimersi e il trattamento preferenziale che si dovrebbe riconoscere loro per il solo fatto di essere stati eletti dal popolo. Su questi due punti il centrodestra in questi anni ha fatto danni enormi.

Un programma televisivo non è una piazza: se qualcuno viene invitato a partecipare ad un programma, non può certo accusare il conduttore di volerlo censurare, visto che è stato proprio il conduttore ad invitarlo. In secondo luogo, bisogna finirla con quest’idea che in televisione si possa parlare quanto si vuole e di quello che si vuole. Il tema lo sceglie il conduttore, così come le domande. è lui il dominus della trasmissione, e può fare quello che vuole: saranno poi gli spettatori a decidere se premiarlo o penalizzarlo. Se Gasparri partecipasse ad un talk show britannico verrebbe cacciato dallo studio dopo pochi minuti.

Il secondo punto è una vecchia fissazione di Berlusconi, l’idea secondo cui chi è eletto dal popolo sia in qualche modo “più uguale” degli altri. Ne ho parlato più volte in passato: è un’idea radicalmente incompatibile con i valori su cui si basano le democrazie occidentali. Se anche questa concezione del potere fosse accettabile (e, come abbiamo detto, non lo è), rimane un fatto: questi signori, a dispetto di quello che dicono, non hanno alcuna legittimazione popolare! Infatti il Governo non è eletto dai cittadini, ma dal Parlamento; quest’ultimo non è legittimato dal voto degli elettori, ma è nominato dai vari partiti grazie all’attuale legge elettorale, il Porcellum, che prevede le liste bloccate: in altre parole non possiamo votare per il candidato che preferiamo, ma solo per il partito.

Se i berlusconiani continuano imperterriti a fare i berlusconiani, non si può dire che chi protesta stia offrendo un’alternativa politica credibile.

La situazione in cui versa il Paese è drammatica, non lo nego, e le proteste degli indignados sono perfettamente comprensibili e condivisibili. Ho però l’impressione che al di là della delusione, della rabbia e della voglia di farsi sentire ci sia ben poco, in termini di proposte. Quando il sindaco di Verona Tosi, nel video, ha chiesto a Sabina Guzzanti quale fosse il loro programma, concretamente, lei ha risposto così:

“noi stiamo studiando, appunto….facciamo dibattiti, convegni, quello che si dovrebbe fare in una democrazia”

Della serie “vedo gente…faccio cose……”.

Al di là delle battute della Guzzanti sull’accento di Tosi (battuta che peraltro non faceva ridere) la sua consistenza politica è pari a zero. Ma quella del movimento che sostiene non è molto maggiore: non è vero che il debito pubblico l’ha fatto l’1% della popolazione. Potrà essere una posizione rassicurante, ma è una posizione errata. Il debito l’hanno voluto tutti, negli ultimi 40 anni. Non possiamo ignorare questo dato.

Per questo non parteciperò alle manifestazioni degli indignados che si svolgeranno domani 15 ottobre. Prendersela con Bankitalia invece che col Governo è folle: come folle è pensare di non pagare il debito. Vogliamo fare la fine dell’Argentina nel 2000? A quanto pare sì, a giudicare dalle parole di una certa Irene, “indignata” in collegamento con Formigli

non mi pare che l’esempio dell’Argentina o di altri paesi abbia dimostrato che il fallimento poi provochi chissà quale problema esagerato

Lorenzo Tondi

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