Dagli all’untore!

Posted on 26 settembre 2011 di

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Giorni fa, aprendo uno dei blog che seguo abitualmente e con piacere, orrore! Leggo un imbarazzante luogo comune.

Sto parlando del blog di Gianluca Briguglia, il titolo del post incriminato è Ghigliottina.com.

Nel post Briguglia mette in evidenza la funzione che a suo giudizio avrebbero i social network rispetto all’escalation populista a cui stiamo assistendo nell’ultimo periodo (negli ultimi mesi? Anni?)

Fin qui, benché io non condivida la posizione che va oggi per la maggiore (cioè che i social network siano fra gli strumenti che inibiscono la capacità critica), l’argomento può essere interessante e se ne può discutere. Ma il blogger imposta l’articolo in modo da farti passare la voglia di leggerlo: lo fa iniziare con un agghiacciante luogo comune, con una “considerazione di buon senso” così banale da chiederti perché qualcuno voglia scriverci un articolo e perché qualcuno possa essersi fermato a riflettere abbastanza da formulare in maniera chiara.

Cito: “Forse mi sbaglio, ma da un po’ di tempo i social network, come facebook, si stanno riempiendo di commenti e considerazioni che ricordano più lo sfogo che l’esercizio della critica e l’esposizione delle idee”.

Ora, Briguglia scrive per lettori che hanno un livello culturale medio-alto, persone informate, che si interessano. Io rifiuto di pensare che anche una di queste persone non sapesse o non avesse mai preso in considerazione il fatto che facebook o altri social network non siano gli strumenti normalmente usati per il dibattito e la critica.

Dei miei circa 400 amici su facebook davvero pochi, forse una decina, sono quelli che usano facebook per informarsi. Qualcuno in più pubblica saltuariamente qualcosa da Giornalettismo, da Lettera Viola o da Vergognarsi (gli ultimi due, per la verità, non fanno informazione o meglio, ne fanno nella misura in cui si dice che “Il Fatto Quotidiano” sia un giornale).

Personalmente l’uso che io faccio di facebook consiste per il 10% nel pubblicare o leggere del materiale che ritengo valido, cercando magari di diffondere qualcosa che ancora non è stato letto da molti, e per il 90% nel cazzeggiare. E non mi sento una brutta persona, visto che la rete trabocca di luoghi in cui fare informazione in modo serio, e visto che l’impianto della maggiorana dei social network non è particolarmente indicato per tale scopo. L’unico sistema che ti consente di fare informazione su un social network come facebook è condividere link dai blog o consigliarli. Questo va bene e si può fare, ma non ho mai capito la condanna all’uso spensierato di questi mezzi, quasi che distrarsi in un momento libero sia sbagliato, solo perché lo si fa davanti a un pc.

Non fidatevi di chi sostiene che da quando c’è facebook non legge più libri e non  vede più film! Probabilmente o ha così poca capacità di autoregolarsi che uno schermo gli impedisce di esercitare la sua volontà, per il solo fatto di esistere, oppure non leggeva libri né vedeva film neppure in precedenza.

È vero, sui social network e anche altrove in rete, il populismo la fa da padrone. Si veda, su tutti, l’esempio dello sciopero dei calciatori, che ha svegliato dal torpore migliaia di scontenti che hanno cominciato ad inveire senza neppure conoscere le ragioni dello sciopero, che hanno cominciato ad augurare ai calciatori un inferno in cui il principale incubo è la sveglia alle 6,30 del mattino.

Il punto è che non adotterei un punto di vista per cui il social network ti fa diventare populista e disinformato. Direi piuttosto che chi è disinformato e cerca uno sfogo per le ingiustizie che percepisce dal sentito dire, trova in facebook uno strumento perfetto.

Briguglia sostiene che il linguaggio non si limita a descrivere la realtà, ma la crea. Questo è uno spunto interessante ma occorrerebbe davvero molto tempo per sviscerare l’argomento… comunque stiano le cose prendersela con i social network mi sembra piuttosto stupido. La maggior parte della carta stampata compie l’operazione di cui parla Briguglia, cioè di creare la realtà con il li linguaggio. Il Fatto su tutti.

Il nuovo untore è facebook. Prima ce la prendevamo con internet e ora che ci siamo abituati ad internet ce l’abbiamo coi social network. È interessante il meccanismo per cui la gente non riesce ad imparare dai propri errori, e continua a dar la colpa al mezzo e non all’uso che se ne fa.

In realtà sul blog di Briguglia si parla sempre e solo della sconsideratezza degli utenti e mai di facebook come male in sé, tuttavia la banalità introduttiva che parla esplicitamente di social network, mentre abbiamo già considerato come le “forme virulente” di cui si parla abbraccino ogni mezzo, dalla tv ai giornali, la dice molto lunga su cosa ci si aspetta e sulla concezione sbagliata che si ha del mezzo come essere pensante e senziente, di per sé positivo o negativo. Ogni generazione ha un strumento su cui sfogare l’insoddisfazione per il comportamento superficiale degli altri. Il social network è il nostro.

Angelica Matacotta

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