Ancora femminismo

Posted on 18 luglio 2011 di

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Già, ancora. Sia perché ne abbiamo già parlato in questa sede sia perché, davvero, non se ne può più.

Il 9 e il 10 luglio si sono svolte le due giornate organizzate dal comitato Se Non Ora Quando. Titolo delle due giornate promosse: “Se non ora quando un Paese per donne?”

Il nuovo progetto è infatti quello di riunire addirittura le donne del comitato in un movimento politico trasversale. Le donne di Snoq si prendono “la responsabilità di governare, di rimescolare le carte”. I temi sui cui le partecipanti sono chiamate a confrontarsi sono tre: la maternità, il lavoro e la rappresentazione che delle donne danno i media.

Durante le due giornate è venuta nuovamente a galla la questione dei voti delle donne, fondamentali per i risultati delle amministrative e per il sì ai quesiti referendari. ANCORA? Che qualcuno spieghi alle femministe che i voti sono conteggiati senza distinzione di sesso. Questo discorso avrebbe senso se, ad esempio, avessimo ottenuto l’anno scorso il diritto di voto. Poiché (se Dio vuole) così non è, sarebbe il caso di mettere da parte simili istanze nostalgiche.

A prescindere dall’intento suicida di creare un partito trasversale delle donne (creare un partito senza identità politica in un periodo in cui tutti i partiti si accusano vicendevolmente di non avere un’identità politica non è esattamente un sistema per “rimescolare le carte”), quello che è importante notare è la confusione e l’incoerenza che risultano palesi anche ad osservatore poco attento. Oltre a non parlare mai di dati (quelli sì che contano! I 25 punti di differenza fra il tasso d’occupazione maschile e quella femminile, ad esempio) è curioso come le paladine della parità dichiarino apertamente di volere un “Paese per donne”.
Perché dovremmo volere un Paese per donne? io non lo voglio affatto! Voglio un paese per donne, per uomini, per immigrati, per bambini, per anziani, per omosessuali, per eterosessuali…un Paese per cittadini. Ed in questo dovrebbe consistere la parità. Ma la parità che piace alle femministe è diversa. I due sessi sono uguali, ma uno è più uguale dell’altro. Emblematica è l’affermazione dell’ingegnere Tatiana Campioni: “il loro contributo (degli uomini) per me è fondamentale, lo dobbiamo costruire insieme questo Paese per donne (e certo!). e tra l’altro ci guadagnano anche loro. Noi abbiamo la capacità di affrontare situazioni complesse che gli uomini non hanno”. COOOOSA??? Ancora??? Ancora con queste presunte capacità delle donne che gli uomini non hanno? Per favore, sono 19 anni che ascolto donne fallite nell’affermarsi che parlano di sensibilità, di capacità, di attitudini che gli uomini non avrebbero e le donne sì. È una filastrocca che conosciamo tutti a memoria. Per un Paese moderno, un Paese “per cittadini”, è meglio accantonarla e parlare di argomenti seri e concreti.

Ecco in che modo invece si intende lanciare un messaggio: tre spot dal titolo “E se domani” che in rete stanno avendo discreto successo.

Il primo è riprovevole. Si auspica un futuro in cui la politica sia dominata da donne e in cui gli uomini debbano in qualche modo tutelarsi. Nulla in contrario ad un ministro delle pari opportunità uomo né al congedo parentale per i padri ma il tono generale è di sfregio verso gli uomini. Siamo state in minoranza per anni? Adesso difendetevi voi. Specchio riflesso e pappappero. Un comportamento estremamente maturo, tipico di persone che hanno tutte le carte in regola per fondare un movimento ben strutturato ed affrontare il mondo della politica.

Il secondo è carino. Una segretaria annuncia al suo capo di essere incinta e lui stappa una bottiglia. Il messaggio è positivo e lo condivido. Tuttavia non si tiene affatto in conto dei fattori economici per cui l’utopia messa qui in scena non è oggi altro che utopia. Ed è invece su quello che bisognerebbe lavorare e proporre…

Del terzo francamente non capisco il senso. No alla violenza sulle donne? non lasciamo le donne da sole alle loro difficoltà? (ma non erano capacissime di fare tutto da sole?) aiutiamo le donne a portare le carrozzine sulle scale? (ma se si offendono quando apri loro la porta! La solita coerenza…) Sono discretamente perplessa.

Io che sono una sostenitrice convinta della parità sessuale non mi riconosco nel Paese che queste donne vogliono creare, in cui la politica si occupa solo di qualcuno. Anzi mi schiero apertamente contro questo nuovo femminismo che pretende di tornare al passato riproponendo la supremazia di un genere sull’altro. Le donne che comprendano l’inconsistenza delle rivendicazioni femministe oggi, devono impegnarsi ad andare avanti e ad avanzare nuove proposte politiche che riguardino, fra le altre cose, i veri problemi della donna di oggi senza soffermarsi sulla polemica antimaschile. Devono cercare di creare un Paese per tutti.

Angelica Matacotta

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