Compagni o amici?

Posted on 14 luglio 2011 di

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Ieri Nichi Vendola ha scatenato un putiferio in seguito ad una sua affermazione durante la presentazione di un libro in cui aveva espresso riserve sull’uso che nel PCI si era fatto della parola “compagno”. Riporto testualmente:

“Nel Pci mi dicevano che non si doveva dire ‘amico’, che bisognava dire ‘compagno’. Ho passato tutta la vita a ripetermi questa frase. Ma ora ho capito che era una stronzata, perché è stato un alibi per molti crimini. Io preferisco stare con molti amici, che mi aiutano a crescere”.

Apriti cielo! Sulla sua pagina Facebook e sul sito di SEL i militanti si sono scatenati in difesa dello storico termine e attaccando la “svolta moderata” del governatore pugliese.

Chi ci legge abitualmente sa che nè io nè i miei co-blogger siamo mai stati teneri con Vendola, soprattutto per ciò che riguarda le sue posizioni in materia economica. Tuttavia questa volta non mi sento di dargli torto: credo che ciò che ha dichiarato sia perfettamente condivisibile, nella sua scarsa rilevanza. Sono molto poco interessato a dispute linguistiche sull’eventualità o meno di usare “compagno” per rivolgersi ai colleghi di partito: personalmente ritengo che il termine possa benissimo essere usato ancora oggi senza problemi, ad una condizione: quella di avere ben chiaro di cosa si è compagni.

Prendere eccessivamente sul serio simili discorsi è proprio di chi si attacca ai dettagli perchè non si orienta nel contesto: vale a dire, di chi parla di questioni di forma per evitare di affrontare questioni di sostanza. D’altro canto, e di questo Vendola si sta accorgendo solo ora, chi decide di darsi al populismo deve mettere in conto che c’è il rischio che la base gli sfugga di mano, prendendo sul serio ciò che per lui è solo propaganda.

Lorenzo Tondi

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Posted in: Attualità, Politica