Legittimo impedimento e nucleare, io voto SI

Posted on 9 giugno 2011 di

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Mancano pochi giorni alla consultazione referendaria del 12 e 13 giugno, e non ho ancora avuto modo di affrontare l’argomento sul blog, nonostante a mio avviso ci sia molto da dire, soprattutto sulla sostanziale disinformazione che ha caratterizzato la propaganda dei Comitati per il SI sull’acqua.

Ma di questo parlerò domani, perchè è un argomento che merita una trattazione particolare e più articolata. Posso invece dire senza problemi, già oggi, che posizione prenderò su nucleare e legittimo impedimento.

Legittimo impedimento

Qui c’è poco da dire: nonostante la Corte Costituzionale abbia modificato la legge mesi fa, rendendola di fatto innocua, ha deciso di lasciare comunque che la cittadinanza si esprima al riguardo. Io non vedo alcun bisogno di uno strumento che, per togliere dai guai un anziano governante, smentisce, almeno teoricamente, il principio di legalità che è alla base dello Stato di diritto. Ecco perchè sul legittimo impedimento voterò SI.

Nucleare

Voterò SI, anche se il Governo ha tentato di azzoppare il senso del referendum cambiando la legge che ne era oggetto, perchè, limitatamente alla modesta competenza che ho sull’argomento, credo che il nucleare sia una scelta poco lungimirante e poco vantaggiosa rispetto alle alternative che abbiamo a disposizione.

Il motivo principale per cui si vuole tornare all’energia nucleare è perchè così potremmo ridurre la nostra dipendenza da petrolio, gas e derivati. Chi fa questo ragionamento sembra però non accorgersi che passeremo da una dipendenza all’altra, cioè dalla dipendenza dagli idrocarburi a quella da uranio e plutonio, che non sono certo abbondanti in natura: questo avrebbe conseguenze geopolitiche importanti e probabilmente costituirebbe un vincolo notevole per la nostra politica estera, allo stesso modo in cui lo è adesso.

Inoltre il nucleare presenta ancora problemi di sicurezza rilevanti: al di là del caso Fukushima, che ha generato una psicosi collettiva ingiustificata, i recenti casi di perdite radioattive nelle centrali francesi di Areva hanno dimostrato che la sicurezza è spesso insufficiente anche in mancanza di shock naturali o comunque dovuti a fattori esterni. A questo possiamo aggiungere la questione delle scorie, che è poi il grande punto di debolezza della tecnologia nucleare: dove le mettiamo? Non riusciamo a riciclare la spazzatura, cosa rischiamo di fare con i rifiuti radioattivi?

Non possiamo uscire e rientrare dal nucleare ogni 20 anni: dopo il referendum del 1987 abbiamo perso un intero patrimonio di competenze, e non abbiamo formato una nuova generazione di ingegneri, fisici e tecnici. In più bisogna tenere anche in considerazione i tempi di costruzione lunghi e i costi molto alti, non solo per la stessa costruzione, ma anche per l’ordinaria manutenzione, lo stoccaggio e il trattamento del combustibile esaurito, lo smantellamento delle centrali e la bonifica delle zone interessate.

Piuttosto credo che sia necessario incentivare la ricerca sul nucleare pulito (ad es. la fissione del torio) e sul sogno per ora irrealizzabile, la fusione. Questo unitamente ad una prospettiva di medio-lungo periodo che faccia del solare e delle biomasse (i rifiuti organici su tutte) le fonti energetiche del futuro.

In ogni caso, consentitemi un’osservazione, che prescinde dalle mie posizioni in materia: il nucleare non si farà mai, perchè la logica NIMBY in questi casi attecchisce (purtroppo) anche tra le autorità locali.

Lorenzo Tondi

 

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Posted in: Attualità