Pisapia vince a Milano: siamo fuori dal tunnel?

Posted on 17 maggio 2011 di

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Dopo uno scrutinio massacrante, ieri sono andato a dormire alle 3 di notte, senza sapere nulla dei risultati complessivi dei seggi milanesi e delle altre consultazioni svoltesi nel paese.

I numeri definitivi li ho visti poco fa, potete trovare tutto ciò che vi serve qui. Si tratta di numeri molto interessanti, perchè rilevano un cambiamento radicale non solo dei rapporti di forza tra destra e sinistra, ma anche all’interno delle due coalizioni.

Il dato principale, chiaramente, è la sconfitta di Letizia Moratti e della sua coalizione, staccate di quasi 7 punti da un candidato che è partito da una posizione certo non facile ed ha dovuto per di più sopportare una campagna diffamatoria orchestrata (malamente) da Moratti e portata avanti dai picchiatori verbali della destra (Libero, il Giornale).

Questa sconfitta è probabilmente dovuta a tre fattori:

  1. L’accusa infamante della Moratti a Pisapia, poi rivelatasi infondata. Quest’accusa ha avuto un effetto boomerang perchè dimostra che il sindaco uscente non ha a disposizione altri argomenti oltre agli insulti e perchè la sua falsità è stata chiara fin da subito, e molti si saranno chiesti: “perchè affidare la nostra città a una signora così stupida da fare un’affermazione di tale portata senza verificare la fonte?”
  2. La delusione di parte dell’elettorato moderato milanese di fronte al non-governo della città che negli ultimi anni è stata la norma. Chi vuole che l’EXPO si faccia e si faccia bene non deve aver visto di buon occhio l’incapacità del PDL lombardo di avviare i progetti infrastrutturali necessari.
  3. Il crollo dell’immagine di Berlusconi all’interno del suo stesso partito: rispetto al 2006 (56000) le preferenze a suo favore si sono dimezzate. Evidentemente le movimentate feste di Arcore stonano con l’immobilismo del Governo, che riflette quello del Paese intero.

Un altro dato significativo è la batosta presa dalla Lega Nord, a fronte di un PDL che ha retto e ha mantenuto la posizione di primo partito nazionale, superando di pochissimo il PD. La Lega a Milano ha perso circa il 3-4%, tutti voti che probabilmente sono stati convogliati sul PDL in seguito all’impegno personale di Berlusconi. Nel seggio in cui ho fatto lo scrutatore, in Zona Sarpi, al limite della Circoscrizione 1 (centro storico) il Carroccio ha ottenuto 84 voti, mentre il PDL (come il PD) ne ha ottenuti 202. Berlusconi è quindi riuscito ad emarginare politicamente i leghisti, evitando che assumessero un peso eccessivo: non si è reso conto però che questa strategia ha azzoppato l’unica forza politica di destra che avrebbe potuto risultare attraente anche ai moderati e ai delusi della Moratti.

Passiamo alla sinistra. Il dato che colpisce subito è lo strepitoso 28,63% ottenuto dal PD, rispetto ad un mediocre 4,7% di Sinistra e Libertà. Questo ci porta a due considerazioni:

  1. Le primarie, oltre che uno splendido strumento di partecipazione, sono il presupposto per un’alta affluenza alle elezioni vere e proprie, per soddisfare le esigenze di rinnovamento (rispetto ai dirigenti e rispetto al programma politico) degli elettori e quindi raggiungere buone percentuali. Più primarie farà il centrosinistra, più si aprirà al dialogo con i comitati cittadini, maggiori saranno le sue probabilità di arrivare al governo nel 2013.
  2. Il fatto che gli elettori del centrosinistra abbiano scelto Pisapia alle primarie alla fine è stato un vantaggio:, e lo è stato soprattutto per il PD. Infatti candidando una personalità decisamente schierata a sinistra ma vicina ai problemi metropolitani il centrosinistra ha fatto sì che i delusi tornassero a votare, mentre il PD è riuscito a convincere i moderati a votare Pisapia – e dunque a votare PD, partito più “rassicurante” per un elettore di centro o poco politicizzato.

La vittoria di Pisapia rientra in un panorama nazionale che vede in tutti i grandi centri urbani il declino della destra e l’ascesa del centrosinistra. Bologna e Torino sono già vinte: mancano Trieste, Cagliari, Napoli e MILANO. Proprio ai milanesi chiedo di andare a votare, il 29 e 30 maggio, per ribadire con forza il risultato del primo turno, mandare a casa Letizia Moratti e portare a Palazzo Marino Giuliano Pisapia.

Lorenzo Tondi

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