Con la Moratti e Berlusconi la dialettica politica scompare, sepolta dalle calunnie

Posted on 13 maggio 2011 di

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L’altroieri Letizia Moratti, al termine di un dibattito con Giuliano Pisapia, candidato sindaco del centrosinistra per Milano, ha chiuso il suo intervento finale con una vergognosa insinuazione sul passato del suo avversario.

Al termine di questo killeraggio mediatico, il dibattito è finito e Pisapia non ha avuto la possibilità di ribattere e di dimostrare la falsità delle affermazioni di Moratti.

Quel che è successo dimostra quanto sia basso e spregevole il livello a cui si è ridotto il dibattito politico italiano, e dimostra in particolare la miseria di una candidata incompetente che, costretta dalla mancanza di argomenti, ripiega sugli attacchi personali, peraltro privi di qualsiasi base realistica.

La Moratti ha accusato Pisapia di aver rubato, in gioventù, un’auto che poi sarebbe stata usata in un pestaggio a sfondo politico. L’accusa si è poi rivelata infondata, perchè Pisapia, nonostante fosse stato amnistiato, decise di ricorrere in appello, dove venne accertata la sua estraneità totale ai fatti, anche rispetto ad un’eventuale responsabilità morale. La sentenza è pubblicamente disponibile e potete trovarla qui.

La questione però non può essere liquidata in questo modo.

Innanzitutto sono sinceramente sbalordito dalla stupidità di Letizia Moratti, che non si è curata minimamente di accertare l’affidabilità della fonte e si è esposta in maniera grossolana con questa sentenza che ora potrebbe anche ritorcerlesi contro. Il suo capo, maestro di disinformazione, avrebbe calunniato in maniera molto più accorta ed elegante. Questa signora è di una incompetenza stupefacente, e senza la candidatura di Berlusconi probabilmente ora sarebbe svariati punti percentuali sotto Pisapia.

In secondo luogo credo sia interessante notare che ancora una volta viene applicata la strategia del “doppio binario”, di cui avevo già parlato qualche giorno fa: garantismo e giustizialismo non sono più due posizioni politiche, due distinti atteggiamenti valoriali, ma vengono usati alternativamente a seconda della convenienza del momento: se si deve difendere Berlusconi il garantismo degenera nella richiesta di impunità, se bisogna attaccare gli avversari e non si sa come farlo allora il giustizialismo è un’arma più che permessa. Nel video ad un certo punto la Moratti afferma ripetutamente: “l’amnistia non è assoluzione”. Chissà cosa avrà pensato il suo capo, che si è salvato in ben due processi soltanto grazie all’amnistia.

Ieri il sindaco ha cercato di giustificarsi, con esiti imbarazzanti, dicendo che la sua affermazione andava interpretata come un giudizio politico e non giudiziario, ed intendeva ribadire che la storia passata di Pisapia è caratterizzata dall’estremismo, mentre lei sarebbe moderata. Viviamo purtroppo in tempi in cui si fa un uso delle parole troppo disinvolto e spesso improprio. Che significa essere moderati? Prima ancora che avere una posizione politica prudente, bisogna capire cosa determina quella posizione. Il moderato è chi crede che la realtà sia troppo complessa per essere frettolosamente divisa in Bianco e Nero, e che sia quindi necessario esprimere giudizi e prendere decisioni in maniera assennata e ponderata, dopo aver verificato l’attendibilità delle informazioni in proprio possesso e dopo aver vagliato la gamma di posizioni da assumere proprio sulla base di quelle informazioni. Ecco, infangare al termine di un dibattito televisivo la reputazione dell’avversario divulgando informazioni false è tutto fuorchè moderato: è un atto scorretto, vigliacco, infantile e poco intelligente.

La destra ha deciso di non “sputtanare” l’avversario politico sul merito delle sue proposte elettorali, della sua visione di Milano per abbracciare la  filosofia dello “sputtanamento creativo”: se non sai cosa dire, trova delle accuse inconsistenti e spacciale per verità. Beh, io sono troppo affezionato al vecchio sputtanamento, e quindi continuerò a praticarlo, a partire da ora:

Letizia Moratti ha il record di assenteismo in Consiglio Comunale: 6 presenze nel 2008 e 3 nel 2009.

Il 24 marzo 2009 Letizia Moratti è stata CONDANNATA dalla Corte dei Conti per il conferimento di incarichi esterni effettuato dal Comune di Milano a beneficio di persone non qualificate. Nella sentenza la Corte parla di nomine dettate esclusivamente da legami politici e di sovradimensionamento dell’ufficio stampa. La Moratti è stata condannata a risarcire il Comune con 236.000 e 125.000 euro.

Il PGT (Piano di Governo del Territorio) varato dalla Giunta Moratti ha permesso a Gabriele Moratti (figlio del sindaco) di acquistare un immobile con vincolo di destinazione industriale e di trasformarlo in villa di lusso.

Volete altri 5 anni di malgoverno, di incompetenza, di indifferenza ai problemi di Milano e dei milanesi? O volete un sindaco onesto, pulito, vicino ai cittadini perchè da loro scelto e non nominato dal partito?

Mandiamo a casa Letizia Moratti, votiamo in massa Giuliano Pisapia!

Lorenzo Tondi

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Posted in: Attualità, Politica