Comunali di Milano: lettera di risposta a Berlusconi

Posted on 11 maggio 2011 di

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Egregio Silvio Berlusconi,

tra pochi giorni, saremo chiamati a votare per eleggere il sindaco di Milano e, come Lei forse non sa, la mia scelta è quella di sostenere Giuliano Pisapia.

Nella sua lettera inviata al sottoscritto (e presumo a molti altri cittadini milanesi) Lei ha sciorinato con la consueta faccia tosta una serie di bugie grossolane, che credo sia mio dovere rendere pubblicamente riconoscibili.

Lei critica la sinistra perchè avrebbe intenzione di introdurre l’addizionale comunale sull’IRPEF, di aumentare l’ICI sulle attività commerciali ed artigianali e di alzare le tariffe in generale. Tutto questo è semplicemente falso e Lei o è un disinformato o è un bugiardo (in entrambi i casi non è adatto al ruolo di consigliere comunale a cui si è candidato). L’aumento dell’addizionale IRPEF NON è nel programma di Pisapia. Voi vi vantate del fatto che la Moratti non abbia introdotto l’addizionale, contrariamente a quanto è successo in molte città italiane: i sindaci italiani hanno dovuto introdurla in seguito al taglio dei trasferimenti agli enti locali effettuato dal Governo da Lei presieduto. Anche Milano è stata colpita dai tagli e la Moratti, se da un lato non ha introdotto l’addizionale, dall’altro ha tagliato i servizi pubblici. Ad esempio, è stata soppressa la storica linea tramviaria 29-30, che serviva da anni tutta la circonvallazione cittadina. So bene che Lei non ha di questi problemi, perchè gira soltanto in auto blu, ma coloro che usano i mezzi pubblici (studenti, anziani, lavoratori) sì. Il Suo Governo, pur spacciandosi per federalista, è in realtà statalista e centralista: lo dimostra, fra le altre cose, uno dei Suoi primi provvedimenti, l’abolizione dell’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) sulla prima casa. Con tutte le imposte che avreste potuto togliere, avete tolto proprio quella che finanziava l’attività dei Comuni.

Lei dice che con Pisapia verrà aumentata l’ICI sulle attività commerciali ed artigianali; non c’è scritto da nessuna parte, se  l’è inventato. Il programma del centrosinistra propone soltanto l’aggiornamento delle mappe catastali come un provvedimento fondamentale per avviare una lotta efficace all’evasione. Questa lotta permetterebbe di aumentare il gettito fiscale e contemporaneamente di diminuire le imposte, perchè pagando tutti, tutti potrebbero pagare meno.

Lei accusa Pisapia di voler liberalizzare le droghe leggere. Non lo nego, è vero. Mi domando invece come Lei possa non essere d’accordo. L’unica risposta possibile è la seguente: Lei è un impostore intellettuale; si spaccia per liberale e liberista quando in realtà è protezionista, proibizionista, illiberale e statalista. Insomma, Lei è molto più “comunista” di noi. La marijuana è un prodotto, che potrà essere nocivo (e lo è) ma nuoce solo a chi lo consuma, come il tabacco, l’alcool, la carne rossa se mangiata in eccesso, i grassi animali, ecc. Proibire ai cittadini di produrre, commerciare e consumare marijuana è una violazione del principio della libertà d’impresa, a Lei tanto caro. Dire che liberalizzare le droghe porterebbe più criminalità è semplicemente sbagliato. Semmai proibire la vendita e il consumo di un prodotto comporta la creazione di un mercato nero, destinato a finire nelle mani della criminalità organizzata: questo è insegnato in ogni corso di economia ed è confermato dall’esperienza (l’immigrazione clandestina, l’era del proibizionismo negli USA degli anni ’20, il narcotraffico, ecc). Inoltre, la legalizzazione delle droghe leggere permetterebbe al Comune di tassarle, con un evidente vantaggio economico per la collettività.

Lei accusa la sinistra di volere le moschee nei quartieri. Si, vogliamo che chi appartiene ad una confessione religiosa sia libero di praticarla, singolarmente o, se preferisce, insieme ad altri fedeli, come e dove crede, purchè non violi le leggi dello Stato. Questo basilare principio di libertà è affermato solennemente nell’articolo 8 della nostra Costituzione. Un vero liberale è dunque convintamente favorevole alla costruzione di edifici di culto diversi dalle chiese, perchè crede appunto che la libertà di religione sia alla base di ogni Stato civile e moderno. Le ricordo che anche Stalin perseguitava i credenti: è una coincidenza che Lei la pensi come lui? Non credo.

Lei dice che con Pisapia Milano si aprirà ai clandestini e ai Rom. Sì, noi crediamo che Milano (ma anche l’Italia intera) non possa più fare a meno del contributo sociale, culturale, ma soprattutto economico portato dai cittadini extracomunitari. Un atteggiamento più aperto, più pragmatico, in una parola più intelligente nei confronti dell’immigrazione è uno dei presupposti per definire un programma di sviluppo del Paese nei prossimi anni. I clandestini non sono delinquenti, sono clandestini perchè non viene loro permesso di entrare legalmente: in questo modo si rischia di gettarli nelle mani delle organizzazioni criminali. Più immigrati (soprattutto dopo una riforma del mercato del lavoro che elimini il dualismo che lo caratterizza) significa più consumi, più produzione e quindi più lavoro. Sui Rom c’è poco da dire: discriminarli in quanto tali significa fare del razzismo, Lei lo sta facendo e dunque è un razzista. Molti Rom sono cittadini italiani, e devono poter godere di tutti i diritti economici e sociali che la Costituzione garantisce loro.

Lei critica il programma di Pisapia, ma dopo cinque anni (5 anni!) di amministrazione Moratti la sostiene solo sulla base di promesse o di risultati deludenti e fallimentari (ad esempio il poco che è stato fatto a favore degli anziani). I 5 nuovi parchi cittadini deve esserseli sognati (tant’è vero che non li nomina esplicitamente, perchè non esistono), le due nuove linee della metropolitana idem: la linea 5 è in costruzione e ci vorrà del tempo per completarla, i lavori per la linea 4 NON sono ancora iniziati, a 4 anni dall’Expo!

L’impotenza dell’attuale sindaco è dimostrata dal fatto che il simbolo del PDL, il principale partito che la sostiene, reca il nome di Berlusconi e solo sotto, scritto in piccolo, “per letizia moratti”. L’amministrazione Moratti, insomma, ha fallito ed è ora che si tolga dai piedi e faccia spazio al cambiamento: un cambiamento che può arrivare soltanto con Giuliano Pisapia.

RingraziandoLa per il suo interessamento ed invitandoLa a votare Giuliano Pisapia, La saluto con viva e giovanile cordialità.

Lorenzo Tondi

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Posted in: Attualità, Politica