Adro: la Lega conquista lo Stato

Posted on 12 settembre 2010 di

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Il Comune di Adro era già finito sulle pagine dei giornali ad aprile 2010, dopo che il sindaco leghista Oscar Lancini aveva annunciato che i bambini delle famiglie che non riuscivano a rimanere al passo col pagamento della mensa scolastica non avrebbero usufruito del servizio.

In questi giorni, grazie ad un post del Nichilista che riporta uno scoop di Enrico Capoferri, ripreso dal Corriere (che però, com’è ormai solito fare, non ha citato la fonte), il paesino del bresciano è di nuovo sotto i riflettori, a causa dell’inquietante nuovo plesso scolastico marchiato Lega Nord. Dico “marchiato” non solo in senso metaforico, essendo stato realizzato sotto una giunta leghista, ma anche e soprattutto in senso letterale. L’istituto è infatti tappezzato di riproduzioni in varie scale del simbolo del Carroccio, il Sole delle Alpi.

Il post di Chiusi è volutamente descrittivo, per lasciare spazio ai commenti dei lettori, tra i quali uno in particolare, lasciato da Valerio, mi sembra significativo:

Che il Sole delle Alpi è una stilizzazione del sole ed è un simbolo augurale che ha migliaia di anni. Esso è utilizzato da un partito politico di destra nato nel XIX, che si definisce difensore della cristianità (ma è anche dedito a far rivivere antichi rituali pagani), e che ha come obiettivo prioritario la negazione di alcuni diritti a chi ha un’origine etnica od un credo religioso diversi dai loro. Questo partito tende inoltre a voler imporre il proprio simbolo partitico come simbolo dell’intera comunità, apponendolo ovunque per le strade ed esibendolo sugli edifici pubblici.

E

Che la Svastica è una stilizzazione del sole ed è un simbolo augurale che ha migliaia di anni. Esso è stato utilizzato da un partito politico di destra nato nel XIX, che si definiva difensore della cristianità (ma è stato anche dedito a far rivivere antichi rituali pagani), e che aveva come obiettivo prioritario la negazione di alcuni diritti a chi aveva un’origine etnica od un credo religioso diversi dai loro. Questo partito tendeva inoltre a voler imporre il proprio simbolo partitico come simbolo dell’intera comunità, apponendolo ovunque per le strade ed esibendolo sugli edifici pubblici.

Credo che questo commento sia particolarmente brillante nel cogliere le spaventose analogie tra leghismo e nazismo. Tra le amministrazioni leghiste si sta diffondendo la pericolosa tendenza a “istituzionalizzare” i simboli ideologici, in questo caso ad incorporare indebitamente lo stemma del partito in edifici pubblici. Nel momento in cui il simbolo politico-partitico diventa un simbolo civico-istituzionale, la democrazia pluralista è scomparsa o si sta avviando ad essere sostituita da un sistema identitario a partito unico: in definitiva ciò che la Lega ha sempre voluto e che sta cercando di realizzare.

Il Cattivo

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