Internet Nobel per la Pace? No grazie.

Posted on 7 settembre 2010 di

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Nel novembre 2009 Wired Italia ha ufficialmente lanciato la campagna di candidatura di Internet a Nobel per la Pace 2010, decisione che ha innescato un lungo dibattito in Rete sull’opportunità e sul senso di questa inziativa, che sul sito ufficiale internetforpeace.org viene così giustificata:

We have finally realized that the Internet is much more than a network of computers.
It is an endless web of people. Men and women from every corner of the globe are
connecting to one another, thanks to the biggest social interface ever known to humanity.
Digital culture has laid the foundations for a new kind of society.
And this society is advancing dialogue, debate and consensus through communication.
Because democracy has always flourished where there is openness, acceptance,
discussion and participation. And contact with others has always been the most
effective antidote against hatred and conflict.
That’s why the Internet is a tool for peace.
That’s why anyone who uses it can sow the seeds of non-violence.
And that’s why the next Nobel Peace Prize should go to the Net.
A Nobel for each and every one of us.

(Abbiamo finalmente compreso che Internet è molto più di un network di computer. è una rete illimitata di persone. Uomini e donne da ogni angolo del mondo si connettono tra loro, grazie alla più grande interfaccia sociale mai conosciuta dall’umanità.La cultura digitale ha posto le basi per la fondazione di un nuovo tipo di società. E questa società promuove il dialogo, il dibattito e il consenso attraverso la comunicazion. Perchè la democrazia da sempre fiorisce dove c’è apertura, tolleranza, discussione e partecipazione. E il contatto con gli altri è sempre stato l’antidoto più efficace contro l’odio e il conflitto. Ecco perchè Internet è uno strumento di pace. Ecco perchè chiunque lo usi può piantare i semi della non-violenza. Ed ecco perchè il prossimo Premio Nobel per la Pace dovrebbe andare alla Rete. Un Nobel per ciascuno di noi.)

Internet è uno strumento per me fondamentale, imprescindibile; trovo dunque particolarmente interessante ogni discussione sull’essenza del Web e sulle sue prospettive di sviluppo. Bisogna però fare attenzione a non confondere tre concetti distinti: una cosa è Internet, una cosa è il World Wide Web, un’altra ancora è la “Rete”. Come illustra splendidamente la voce dedicata di Wikipedia, Internet è esclusivamente una struttura tecnologica, una rete di computer collegati tra loro da infrastrutture hardware (gli internet service provider) e software (i protocolli TCP/IP). Il World Wide Web invece è un pacchetto di servizi reso disponibile su Internet. La “rete” , nell’uso comune, denomina infine la comunità umana che usa Internet.

Queste precisazioni non sono soltanto linguistiche, ma servono a mantenere ben chiara la distinzione concettuale tra lo “strumento” e “chi lo usa”. Cosa che la proposta di Wired confonde (a mio avviso deliberatamente).

Una delle obiezioni più diffuse che sono state fatte in questi mesi è che Internet è uno strumento, non una persona. Qualsiasi strumento, per sua stessa natura, può essere usato in modi molto diversi. Sono d’accordo con chi fa un ragionamento del genere, ma penso che chi sostiene questa candidatura non neghi la “strumentalità” di Internet. Chiunque non può non riconoscere che la diffusione della connettività ha portato ad una parallela diffusione della pedopornografia virtuale, degli spyware, dei malware, ecc. In fondo ciò che sostengono queste persone è che Internet può essere usato male (cioè per nuocere ad altri), ma nella maggior parte dei casi viene usato bene.

Questa affermazione è di una banalità sconcertante: qualsiasi risultato del progresso tecnologico che l’uomo abbia introdotto nella società per il largo consumo è stato adoperato “bene” nella maggior parte dei casi. Se una volta scoperto il fuoco l’avessimo usato per bruciare vivo il prossimo, il genere umano sarebbe da tempo estinto. Invece, guarda caso, il fuoco viene utilizzato soprattutto per cucinare e per riscaldare abitazioni ed uffici: i piromani sono generalmente malvisti. Il motivo per cui la gente quasi sempre adopera gli strumenti nella maniera appropriata è che gli conviene farlo, perchè altrimenti infrangerebbe una norma legale o morale – in ogni caso si metterebbe la comunità contro. La stessa esistenza di queste norme va spiegata con l’insostenibilità nel lungo periodo di una situazione in cui valga la “legge del più forte”: banalmente perchè ci sarà sempre qualcuno più forte di te.

Ciò che fa apparire Internet più “buono” degli altri media è in realtà ciò che ha decretato il suo successo: la sua produttività superiore rispetto a quella offerta da telefono, stampa e televisione. è la sua funzione di produzione ad offrire queste potenzialità. I suoi rendimenti marginali sono enormemente crescenti: questo significa che per ogni unità in più di lavoro o di capitale che si mette a disposizione, il prodotto finale aumenta in maniera più che proporzionale.

Immaginiamoci una società molto primitiva composta da 100 persone, 95 buoni e 5 bastardi. Come si intuisce dal loro nome, i buoni producono “bene”, i bastardi producono “male”. Ognuno ha a disposizione una mazza. I 95 buoni cacciano selvaggina (poniamo dei cervi); gli altri 5, che sono veramente dei gran bastardi, cercano sempre di far loro del male. Dopo aver visto “Arancia meccanica” in versione rimasterizzata e 3D (eh sì, è arrivato anche lì), scoprono un utilizzo alternativo delle mazze di cui sopra, e cominciano a prendere a bastonate i buoni. Costoro, essendo appunto buoni (altri direbbero coglioni), non reagiscono. Bilancio: i buoni uccidono 190 cervi, i bastardi uccidono 10 buoni. La funzione di produzione in questo caso è Y=L+K=95+95=190 (cervi uccisi) per i buoni, Y=L+K=5+5=10 (buoni morti) per i bastardi. I buoni, in quanto tali, dividono equamente il loro bottino coi bastardi, che avendo diritto a 9,5 cervi (costituiscono infatti il 5% della popolazione) ne prendono 10, essendo stronzi. Poniamo che il cibo ricavato da 10 cervi permetta di ottenere il nutrimento necessario a condurre a termine una gravidanza: 10 cervi=un uomo in più. Dunque vi saranno 19 uomini in più (chiaramente l’ipotesi è irrealistica, perchè gli adulti rimarrebbero senza cibo; ma è un aspetto che non c’entra col discorso che stiamo facendo). Dopo tutto ‘sto casino i buoni sono 95-10+18=103, mentre i bastardi sono 5+1(i 10 cervi)=6. Un bel giorno Barack Obama, preoccupato che la miseria del posto possa costituire terreno fertile per la diffusione del terrorismo islamico, invia alla popolazione un carico d’aiuti che consta di 109 sciabole in acciaio inox, marca Miracle Blade. Essendo le sciabole molto più efficaci delle mazze, la funzione di produzione cambia e diventa Y=L+K²: ogni sciabola ha un prodotto marginale di 2K (derivata di K²), dunque maggiore di quello caratteristico delle mazze (1, derivata di K). Ora i buoni uccidono Y=L+K²=103+103²=10712 cervi, i bastardi faranno fuori Y=6+6²=42 buoni.

Conclusione: sia i buoni che i bastardi hanno “prodotto” di più rispetto alla situazione di partenza, ma i buoni, essendo di più, hanno aumentato la loro produzione in maniera molto maggiore dei cattivi. Quindi il risultato finale è che ci saranno sempre più buoni, e il divario tra buoni e cattivi aumenterà in misura sempre maggiore. Chiaramente questo è un modello, dunque le ipotesi che ne sono alla base sono semplicistiche, ma servono a evidenziare l’aspetto che ritengo determinante: Internet produce più “bontà” perchè è più produttivo, non perchè è più buono. è questo che sembra sfuggire a quelli di Wired.

E, last but not least, mi viene il dubbio che alla fine tutta questa campagna mediatica, guarda caso prontamente spallegiata da varie aziende, sia solo un escamotage di Wired per farsi un po’ di pubblicità gratuita. In questo caso gliel’ho appena fatta, e amen, ma mi premeva cercare di spiegare perchè il Nobel per la Pace ad Internet

Il Cattivo

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