Sotto la tonaca niente

Posted on 28 agosto 2010 di

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..E forse neanche quella, sopra.


Leggendo sul blog di Luca Telese sul sito del Fatto Quotidiano questa intervista al senatore pidiellino Maurizio Gasparri ho provato un impressionante sconforto (sensazione, questa, che nemmeno la ridicolaggine delle dichiarazioni in questione è stata in grado di soverchiare).

In essa, per farla breve, si mettono in campo “schiaccianti prove” dell’immoralità del direttore di Famiglia Cristiana, Don Antonio Sciortino, che lo renderebbero assolutamente inadatto a emettere (come ha fatto) proclami etici nei confronti del Governo e del suo capo, nello specifico. Il direttore, infatti, “non è un vero sacerdote”: nella località di Marettimo (TP), in cui sia Sciortino sia Gasparri sono soliti trascorrere le vacanze, oltre a portare di rado la tonaca (sostituendola con dei “braghettoni”) avrebbe dato prova di atteggiamenti effettivamente sconvenienti, come ad esempio fare “bisboccia” nei bar con gli amici o rifiutarsi di servire messa. Questo, secondo Gasparri, dimostra limpidamente come il settimanale cattolico di cui Sciortino da anni “si serve” per fare una violenta campagna politica non sia in realtà “organo dei cattolici”.

Bene. Portando alla vostra attenzione quest’intervista (che per quanto ne so non ha avuto particolare successo) intendo deprecare, evitando il più possibile di fare moralismo, il fondo che l’introduzione dell’etica privata nel dibattito politico (che per principio ritengo uno strumento sbagliato e poco serio) ha toccato. Non intendo, d’altra parte, difendere a spada tratta Sciortino, semplicemente perché i suoi braghettoni e le sue vacanze non mi interessano.

In primo luogo, rintracciando l’origine della precisazione gasparriana nell’opinione di chi vuole “I Cattolici” (o almeno parte di essi) schierati contro Berlusconi con Famiglia Cristiana, ritengo si possa convenire sul fatto che il settimanale non rappresenti l’ortodossia ufficiale della factio; come tuttavia dimostra un qualsiasi articolo di Famiglia Cristiana, la polemica (dai toni “cristianamente” sobri e rassicuranti) contiene sempre riferimenti a questioni che stanno a cuore al mainstream dell’opinione cattolica: la vita, i cosiddetti “temi non negoziabili”, eccetera. Famiglia Cristiana non è un giornale “di partito”, non esprime le opinioni dell’Autorità costituita, bensì semplicemente porta avanti istanze di fondo proprie di qualsiasi pensiero oggi connotato come “cattolico”.

Se Gasparri argomentasse in questo modo mi limiterei a dargli ragione; quello che fa, invece, è confutare l’organicità della rivista alla corrente politica dimostrando che il suo direttore, prete, non è un vero prete. Come voi stessi potrete notare, l’argomentazione è inconsistente e abbastanza inconsequenziale: l’idea è del tipo “in quanto cattolico non mi riconoscerei in un direttore del genere, quindi tutti i cattolici non lo fanno”, ma per ammettere questo sillogismo bisognerebbe accettare l’improbabile premessa sottintesa “Tutti i Cattolici sono Gasparri”.

L’altro punto, importante, è la sovrapposizione e mescolanza di piani (pubblico, privato, “professionale”) che queste dichiarazioni, rispetto al loro fine, implicano. In quanto immorale nel privato Sciortino non avrebbe diritto a fare “lezioncine”. Se le lezioncine sono considerazioni soltanto di natura etica sui costumi sessuali del premier, per quanto mi riguarda Sciortino se le può risparmiare indipendentemente dai suoi comportamenti privati; ma l’obiezione gasparriana, che porta prove di immoralità insignificanti, cade. Se sono di natura politica, l’obiezione di Gasparri è comunque debole, dato che si tratta di ambiti assolutamente diversi. Il senatore pidiellino, d’altronde, gioca su un terreno che ai cattolici è più caro che ad altre forze politiche (ammesso che contestualmente non serva ad altri per seppellire qualche avversario): quello della distinzione/indistinzione fra etica privata ed etica pubblica; con esiti grotteschi, dato che la presunta immoralità di don Sciortino non ha a che fare con la violazione di leggi dello Stato italiano, ed è riconducibile a episodi francamente di scarso rilievo.

Banalissime conclusioni: 1) Sinceramente, non me ne frega nulla se Sciortino si sbronza al bar con gli amici; anzi, tanto meglio per tutti. 2) Gasparri, cavalcando (male) uno scandalismo etico in voga presso tutti i fronti politici (i Cattolici in primis), ha dato un lampante esempio di cattiva politica.

Il Buono

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Posted in: Politica