Il Metodo: Parte Seconda – L’importanza di reclutare tra i giovani

Posted on 31 maggio 2010 di

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Una volta che abbiate stabilito un’organizzazione solida e duratura, affinchè possa rimanere tale è necessario che vi sia un costante ricambio generazionale: l’obbiettivo primario, il perdurare del giornalino nel tempo, è raggiungibile solo con una costante opera di reclutamento e “proselitismo” presso i più giovani. La tensione verso i giovani è necessaria anche in quanto utile ad evitare una stagnazione elitaria della redazione.

Ma, concretamente, come reclutare questi teneri virgulti? Al di là delle dichiarazioni di principio, riuscire a coinvolgere nuovi studenti nella realizzazione del giornalino è tutt’altro che semplice. È importante pubblicizzare continuamente l’attività dello stesso attraverso volantini, anunci, giri nelle classi, passaparola, ecc. All’inizio, com’è ovvio, il canale di comunicazione principale sarà quello delle relazioni più intime e strette: amici, fratelli o sorelle, amici di amici, fratelli di amici, amici di fratelli, sono tutti potenziali redattori che vanno più volte invitati a venire in riunione a “dare un’occhiata”.

In questa fase qualsiasi conoscenza che si abbia nel proprio liceo (ed è consigliabile farne molte, sin dal proprio arrivo) va sfruttata con decisione. Per avere successo nell’opera di reclutamento si deve fare leva sulla curiosità dello studente neoliceale, smanioso di assaporare la relativa libertà di iniziativa che una scuola superiore offre  rispetto alle scuole medie. Bisogna in special modo evitare a tutti i costi che l’appartenenza alla redazione e la partecipazione al progetto del giornalino vengano percepiti come un “lavoro” o come un “compito” piuttosto che come un hobby, un’occasione per riflettere, per stringere nuove amicizie, e perché no, per divertirsi. Dunque rompere le palle alla gente è una buona cosa, ma ricordatevi che non lavorate per l’esercito; cercate di non avere un aspetto troppo serio: qualche studente potrebbe esserne scoraggiato. Siate autoironici, scherzosi e leggeri: al contempo però mostratevi sicuri di ciò che fate. L’impressione che gli altri devono avere di voi è di qualcuno impegnato con serietà in un’attività stimolante.

In un paese in cui, in ogni campo, la gerontocrazia è la regola, fare emergere i giovani meritevoli è, a nostro avviso, un imprescindibile fattore di modernizzazione (nonché una questione di giustizia); la stampa studentesca non fa eccezione: un giornalino chiuso in sé stesso, che non dà spazio ai giovani, non merita di essere letto.

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