Il Metodo – Parte Seconda: La Collaborazione con gli Altri Giornalini

Posted on 27 maggio 2010 di

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Una fonte di aiuto, supporto e innovazione

Immaginatevi un mondo dove solo una persona, di nome Patato, cucina le patate. Si dica, agli scopi dell’esempio seguente, che questa persona conosca un solo modo per cucinare le patate, ovvero bollirle. Un giorno, Patato conosce Zuccone, il quale non ha mai mangiato una patata: lui mangia solo zucchini fritti. Patato e Zuccone si stanno simpatici, e diventano amici; così Patato invita Zuccone a casa sua per pranzo, e gli serve un bel piatto abbondante di patete bollite. Zuccone, stupito, chiede al suo amico cosa mai sia quell’accozzaglia ovale di amido giallo. Patato, prontamente, gli risponde che è una patata bollita, spiegandogli com’è fatta e come si cucina. Illuminato dalla scoperta di quel tubero, Zuccone chiede al suo amico di prestargli un po’ di patate, ché gliele avrebbe riportate indietro il giorno dopo. Allora Zuccone, che sapeva cucinare solo zucchini fritti, prova a friggere le patate e a bollire gli zucchini, inventando così le patatine fritte e gli zucchini bolliti. All’indomani, Zuccone fa vedere i suoi risultati a Patato, condividendo a sua volta il proprio sapere e le proprie abilità; in questo modo Patato e Zuccone smettono di avere una dieta talmente monotona da includere soltanto un piatto, e ottengono ben quattro ricette ciascuno: zucchini fritti, zucchini bolliti, patate bollite e patate fritte.

Quest’esempio vale a dire: trovatevi con altre persone che fanno giornalismo scolastico, condividete con loro le vostre idee, fatevi raccontare le loro – e, se vi piaccciono, copiatele, magari aggiungendoci un vostro tocco personale. Quando Patato ha fatto conoscere a Zuccone le patate, entrambi ci hanno guadagnato tre nuove ricette condividendone una sola; allo stesso modo, copiare le buone idee degli altri e presentargli le proprie buone idee sono azioni equivalentemente convenienti. Siate ben disposti a parlare col prossimo, soprattutto se ha esperienze nel giornalismo scolastico – anche e  soprattutto quando le vostre idee non sono troppo chiare o brillanti. Non si sa mai, d’altronde, che siate proprio voi quelli a dare agli altri patate bollite, una pietanza piuttosto insipida, e vedersi restituire delle patatine fritte, gustosa prelibatezza. Di fatto, chissà che questo saggio non sia un’enorme patata bollita?

Comunque, lasciamo per un attimo stare le patate e gli zucchini. Chiaramente la parte difficile nel condividere le proprie idee e avere accesso a quelle degli altri non è discutere le idee stesse, ma trovare con chi discuterne. Come abbiamo già fatto notare (cfr. Zabaione: il giornalino, pg. 4), noi siamo stati molto fortunati su questo fronte. Già fin dall’inizio, uno di noi stringeva ottime amicizie con studenti del liceo Carducci, facenti parte dell’Oblò sul Cortile – allora l’unico giornalino del liceo. Mediante loro, venimmo a sapere di A.Gi.Sco (Associazione dei Giornali Scolastici), di cui entrammo a far parte poco dopo. A.Gi.Sco., al tempo, era un progetto fresco, recentemente fondato da altri studenti, più grandi di noi e con più esperienza – in particolare nel campo del giornalismo scolastico. L’incontro con questi ultimi ha portato a creazioni come lo statuto di Zabaione: fondanti, ancor oggi, della nostra visione del giornalismo scolastico.

Ovviamente trovarsi in una città come Milano, relativamente grande rispetto a tante altre città italiane, e avere contatti con studenti di altri licei, assieme alla fortuna di trovarsi una neonata A.Gi.Sco davanti al naso, hanno facilitato di molto la condivisione di idee con altri giornalini. Capiamo perfettamente che non tutti hanno queste fortune; ma rallegratevi, orsù, giacchè se state leggendo questo saggio vuol dire che un contatto con qualche altro giornalino l’avete già avuto. Inoltre, un buon modo per entrare in contatto con altri giornalini scolastici è usare 1) internet 2) i propri contatti. 1) create un sito per il vostro giornalino. Oggigiorno creare un forum o un blog non costa niente, e lo sanno fare anche le capre. Avere un un sito (e un indirizzo e-mail di redazione) aumenta esponenzialmente le possibilità di essere trovati da qualcuno che sta cercando altri giornalini scolastici. Il secondo passo è, appunto, usare motori di ricerca (Google, Yahoo!, etc.) per trovare altri giornalini scolastici che hanno dei riferimenti su un sito proprio o della propria scuola. 2) Avete amici in altre città d’Italia? In altre scuole nella vostra stessa città? Molto bene, rompete loro le palle finchè non si decidono a interloquire con il loro giornalino scolastico (se ne hanno uno) e a darvi i rispettivi contatti.

Stabiliti i contatti con altri giornalini scolastici, cercate di massimizzare la condivisione di idee e risorse. Durante i primi tempi di A.Gi.Sco. si era instaurata la tradizione di portare qualche copia di ogni nuovo numero del proprio giornalino alle riunioni settimanali. Tra le conversazioni casuali con le persone conosciute e le copie leggiucchiate degli altri giornali, qualche buona idea la si riusciva ad assorbire. Questo, tuttavia, è molto diverso dalla massimizzazione di cui stiamo parlando. Troppo spesso visto A.Gi.Sco. come un’idea brillante i cui enormi potenziali sono stati sprecati. Nei suoi tre anni di esistenza, periodo in cui noi ci siamo stati in contatto, A.Gi.Sco. ha pubblicato (meglio: tentato di pubblicare) un proprio giornalino che raccoglieva articoli da tutte le scuole. Questo ovviamente causava enormi problemi per i finanziamenti, dato che essendo A.Gi.Sco. un’associazione interscolastica, non riusciva ad ottenere finanziamenti da nessuna scuola. Si è spesso vociferato di possibili finanziamenti provenienti dalla Provincia di Milano, di cui però nessuno di noi ha notizie certe e che comunque non si sono mai visti; e l’alto numero di lettori a cui A.Gi.Sco. mirava non aiutava di certo. Così, l’Associazione iniziò ad autofinanziarsi fin dal suo primo anno mediante eventi e concerti. La qualità di questi eventi è andata peggiorando nel tempo, un po’ perchè gli eventi erano organizzati da persone con sempre meno senso pragmatico e organizzativo, un po’ perchè vedendo gli scarsi risultati che si ottenevano, gli altri membri dell’Associazione si disinteressavano sempre più. Come se non bastasse, una generosa frazione dell’Associazione si rifiutava di finanziarsi mediante pubblicità (per motivi che potremmo definire ideologici) rendendo le cose ancora più difficili.

A nostro parere A.Gi.Sco., che a quanto ne sappiamo oggi si riunisce a malapena e non pubblica niente da più di un anno, dovrebbe cambiare completamente direzione. A.Gi.Sco., anzichè un piccolo gruppetto locale che pubblica a stento un paio di numeri all’anno, che passano completamente inosservati, potrebbe essere una federazione nazionale che riunisce e organizza tutti i giornalini studenteschi sul territorio italiano. A.Gi.Sco. potrebbe: 1) servire come laboratorio di opinioni per migliorare la struttura e l’organizzazione di ogni giornalino che ne faccia parte 2) aiutare i giornalini in difficoltà raccogliendo collette o pubblicando articoli che denunciano censure da parte di un preside. Un articolo uscito su un solo giornalino scolastico ha influenza praticamente nulla, ma chi lo dice che un movimento ben organizzato non riuscirebbe, per esempio, a mettere pressione sui presidi censuratori?

Un’A.Gi.Sco. che faccia questo genere di attività era un po’ quello che avevamo in mente quando, nel 2009, abbiamo organizzato il Primo Convegno Italiano di Stampa Studentesca a Perugia. Un progetto di tali dimensioni è ancora nella sua culla: ma le sue potenzialità sono al tempo stesso evidenti e mastodontiche. Ora che i rapporti tra molti giornalini d’Italia sono aperti, mancano solo delle personalità abbastanza forti e coraggiose da raccogliere la sfida e portare il giornalismo delle scuole superiori a nuovi livelli.

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