Il Metodo: Parte Seconda – I rapporti con le autorità scolastiche

Posted on 26 maggio 2010 di

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Spesso per una scuola avere un giornalino è considerato motivo d’orgoglio, soprattutto se il giornalino è ufficialmente riconosciuto e finanziato dagli organismi scolastici: molti presidi però esigono, come contropartita, di poter influire in qualche maniera sulle dinamiche redazionali o di poterle addirittura predeterminare.

Nei nostri tre anni in Zabaione siamo entrati in contatto con testate studentesche, milanesi e non solo, in alcune delle quali il rapporto con l’Istituto di appartenenza era caratterizzato da una subalternità della redazione alle decisioni degli organismi scolastici. Questa dipendenza assumeva, nei diversi contesti, varie sfumature, andando dalla presenza anche solo simbolica all’interno della redazione di un insegnante al blocco dei finanziamenti in seguito alla pubblicazione di un determinato articolo fino ad arrivare alla censura preventiva dell’attività degli studenti. Nella generale penuria di fondi a disposizione degli istituti, quelli destinati al finanziamento di progetti studenteschi sono invece ingenti: nel nostro liceo il fondo annuale ammontava a circa 50.000 euro. Le attività studentesche, però, erano pressoché assenti: oltre a Zabaione vi erano solo le liste politiche e gli studenti che si occupavano di musica. Il giornalino (otto numeri) costava, e supponiamo costi ancora, all’incirca 5000 euro all’anno. Quello che vogliamo dire è che le spese che la scuola sopporta decidendo di finanziare il giornalino sono poco rilevanti, rapportate alle dimensioni del bilancio d’Istituto.

Eventuali esigenze di controllo da parte delle autorità scolastiche sono quindi ingiustificate; se riuscirete a farvi notare da qualche giornale in città, la dirigenza molto probabilmente sarà orgogliosa della vostra notorietà (a meno che questa non sia dovuta alla denuncia di qualche sua malefatta): insomma, ciò che vorremmo fosse chiaro è che alla scuola non si deve niente.

Da ciò che abbiamo detto in questo capitolo finora possiamo forse sembrarvi degli idealisti un po’ ingenui: invece sappiamo perfettamente che, al di là di tutti gli accordi e le dichiarazioni di principio, il potere decisionale dipende dal proprio grado di indipendenza economica. Finchè una redazione sarà economicamente dipendente da un soggetto esterno come l’Istituto, sarà indipendente solo in parte, cioè solo nella misura in cui quest’indipendenza non va contro gli interessi dei finanziatori. Cosa bisogna fare, quindi, per rimanere liberi?

In realtà una soluzione infallibile non esiste: mandare avanti un giornalino senza i soldi della scuola è molto difficile. Conosciamo solo due testate che sono riuscite a mantenere una periodicità regolare senza ricevere finanziamenti dal proprio liceo: il nostro, che è uscito per tutto il secondo quadrimestre del suo primo anno, in seguito al ritiro dei finanziamenti inizialmente stanziati, grazie ad un accordo pubblicitario che abbiamo stretto con una famosa azienda di stampanti, e il Claxon, del Liceo Minghetti di Bologna, che viene comprato (e quindi sostenuto) dai suoi lettori. Messe da parte le questioni di puro prestigio e d’immagine, il rapporto giornalino-autorità scolastiche riguarda dunque, oltre agli aspetti “contenutistici” del periodico, la complessa questione della distribuzione dei fondi. Per una trattazione più dettagliata, rimandiamo al capitolo “Fondi e finanziamenti” nella sezione di teoria (pag.14).

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