Il Metodo – Parte Seconda: I rapporti con le liste politiche

Posted on 20 maggio 2010 di

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Come trattare la politica studentesca

Il giornalino scolastico è prodotto da un gruppo “trasversale” di studenti, e proprio per questo si ritrova ad operare in un ambito molto più ampio, rispetto a quello delle singole classi; d’altro canto esso ha come dichiarato obiettivo la libera espressione e circolazione delle idee nel contesto scolastico. Inoltre, proprio in nome di ciò, esso si pone come mezzo di comunicazione in grado di raggiungere, potenzialmente, tutti i gradi e livelli della popolazione studentesca. Per questi motivi è evidente come un giornalino appena venutosi a formare, in un istituto scolastico, si ritrovi inevitabilmente a interagire e sviluppare un rapporto con altri gruppi propriamente “istituzionali”, costruiti sulla gestione delle relazioni tra tutti gli elementi del corpo studentesco: primi fra tutti, le liste politiche.

Esse, pur differendo in gran parte dal giornalino nella qualità e negli obiettivi della loro attività, operano nello stesso ambito (tutta la scuola, i rapporti tra tutti gli studenti) e hanno solitamente specifiche esigenze comunicative. Queste ultime sono, in genere, funzionali all’esposizione e alla pubblicizzazione di “marchi” e “nomi”, più che strettamente a una propaganda programmatica: di fatto, molto spesso, nelle “democrazie” rappresentative studentesche, i candidati favoriti sono infatti quelli più conosciuti al pubblico e più “simpatici” agli studenti, indipendentemente dai contenuti dei rispettivi programmi.

E’ dunque chiaro che i rappresentanti delle principali liste politiche, gruppi di studenti portatori di “bandiere” ideologiche, o comunque legati a partiti e associazioni collaterali, cercheranno fin da subito di infiltrarsi o di stringere solidi contatti, “alleanze”, collaborazioni con il giornalino. Lo scopo, naturalmente, sarà quello di diffondere il più possibile tra gli studenti lettori i nomi, le idee, il logo e l’aspetto esteriore delle liste. Il giornalino, per sua stessa natura anche politicamente indipendente, dovrà evitare che esponenti delle liste politiche riescano a suggerire o imporre l’adozione di linee editoriali favorevoli a qualcuna delle liste stesse; ciò è possibile prevenendo, nello Statuto e nella prassi, l’infiltrazione politica vera e propria.

Come può essa realizzarsi? Principalmente in due modi: da un lato attraverso la presenza, in redazione, di più studenti politicamente attivi effettivamente legati a una lista, o addirittura di consiglieri d’istituto già eletti (che influenzino le decisioni sugli articoli e sulle iniziative da prendere); dall’altro, attraverso proposte di pubblicazione di articoli vistosamente propagandistici redatti da esponenti delle liste e firmati con il nome e/o il logo delle liste stesse.

Il giornalino non vieterà ai singoli esponenti di esprimere la propria opinione, in nome della libertà d’espressione; riserverà alle opinioni “di lista” solo spazi circoscritti, sempre provvisti di contraddittorio (come nelle interviste pre-elettorali, ad esempio, o nelle rubriche di politica studentesca), evitando che i partiti studenteschi utilizzino il giornalino come strumento per fare mera propaganda.

Lo Statuto di Zabaione, per arginare l’infiltrazione politica, vieta ai consiglieri d’istituto di far parte della redazione; pone, inoltre, un limite numerico alla presenza in redazione di studenti collegati alle principali liste.

Un altro problema che si pone, al di là dell’infiltrazione politica “materiale”, è relativo al rapporto fra il giornalino e le liste politiche nell’opinione dei lettori. Nell’esperienza zabaioniana, in particolare, è capitato che l’attività del giornalino fosse associata a priori dal lettore medio a quella della lista politica maggioritaria, senza che nelle pagine del giornalino vi fossero effettivi riferimenti a un qualche collegamento ideologico (e, soprattutto, senza che vi fosse un grande numero di redattori vicini a quella lista). Questo è un “effetto collaterale” degli elementi in comune fra i gruppi studenteschi: il pubblico non è abituato a vedere organi di stampa indipendenti, e immediatamente sovrappone all’immagine dei giornalisti che si danno da fare quella dei “giovani politici”, erroneamente credendo che un giornalino, per sussistere, debba per forza dipendere da una lista. Quest’opinione, affinché il giornalino sia indipendente anche agli occhi di chi lo legge, va scongiurata con forza: il giornalino dovrà affermare sempre con forza la propria indipendenza, in qualsiasi occasione, nelle sue pagine, nelle assemblee, su volantini, tramite passa-parola. Anche piccoli dettagli formali, come l’introduzione sotto la testata della dicitura “organo indipendente di stampa studentesca del liceo _____”, possono essere utili.

Per quanto riguarda l’indipendenza politica, noi di Zabaione abbiamo cercato, negli anni, di affermarla anche mostrando una certa ostilità nei confronti delle liste politiche più prestigiose. In particolare, il giornalino nacque in una situazione politicamente “bipolare”: c’era, da un lato, una lista “nuova”, alternativa, dall’altro c’era il classico Collettivo studentesco, ex-mietitore di consensi in grave crisi. Per evitare di essere associati all’una o all’altra, nel quadro di contrasti politici abbastanza accesi, dovemmo anche, in certe occasioni, dare contro a entrambe, negli editoriali (che rappresentano sempre l’unica vera e propria “voce” della redazione), negli articoli e nella rubrica di satira, cercando in altre situazioni, al contrario, di “mediare”. In questo caso, l’apparente incoerenza nell’adozione di una “linea” di quel genere è giustificata dal fatto che essa fosse funzionale all’esigenza di non schierarsi come redazione, esigenza dettata dalla volontà di mantenere la propria indipendenza politica.

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