Il Metodo – Parte Seconda: L’importanza della comunicazione all’interno della redazione

Posted on 17 maggio 2010 di

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Cos’è la redazione e cosa fa

Il gruppo redazionale va concepito, prima ancora che come un luogo di lavoro che crea, raccoglie, impagina e stampa articoli, come un luogo di aggregazione sociale e comunicazione interpersonale. La redazione di un giornalino, cioè di un mezzo che fa della comunicazione il suo scopo principale, non può che essere una grande occasione per socializzare. Una redazione deve favorire lo sviluppo dei rapporti interpersonali non solo perché è bello, ma soprattutto perché è utile; è infatti innegabile che una squadra affiatata lavora più volentieri e in maniera più efficace di una lacerata da forti contrasti. Lo sviluppo delle dinamiche sociali all’interno della redazione deve ovviamente essere in grado di sfruttare gli immensi vantaggi offerti da internet, come la possibilità di creare forum, siti e blog, cioè piattaforme volte a semplificare radicalmente le dinamiche comunicative esistenti tra i redattori.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è che non c’è comunicazione se non c’è partecipazione: non esiste cioè una reale comunità redazionale se non si è in grado di stabilire chi è redattore e chi no. È dunque necessario inserire nello statuto un articolo che fissi gli standard minimi di partecipazione necessari per essere considerati membri della redazione dotati di diritto di voto (vedi Statuto Zabaione, sezione Redazione, in particolare gli art. 1-3).

La decisione di inserire dei requisiti minimi di partecipazione non è dettata da considerazioni di carattere elitaristico, ma dalla consapevolezza dell’impegno costante che un giornalino richiede ai redattori e dell’esistenza di diversi ruoli a seconda del contributo dato allo sviluppo del periodico. Stabilire chi è redattore e chi no è doppiamente vantaggioso: innanzitutto da un punto di vista organizzativo, perché una redazione ben definita è più stabile, duratura ed efficiente; in secondo luogo da un punto di vista sociale, poiché favorisce una considerazione meritocratica dell’impegno redazionale e della gestione del giornalino, evitando, in sostanza, che chi rimane estraneo allo sforzo organizzativo, gestionale ed editoriale della redazione abbia alcun potere decisionale sulla redazione stessa.

“Se la libertà significa qualcosa, significa il diritto di dire alle persone ciò che loro non vogliono sentire”, fece giustamente notare George Orwell. Dunque non aspettatevi che, dopo aver istituito una redazione libera ed indipendente, ognuno vi dia il proprio tacito consenso, anzi: se avete fatto bene il vostro lavoro, se siete cioè riusciti a garantire la libertà d’espressione all’interno della comunità redazionale, vi sarà certamente, come è giusto che sia, qualcuno che la penserà diversamente da voi e che cercherà in ogni modo di opporsi a tutte le vostre proposte. Non pensate quindi che i rapporti con gli altri giornalisti debbano per forza essere idilliaci; i contrasti interpersonali sono inevitabili in qualsiasi spazio comune. La cosa fondamentale è riuscire a mantenere gli eventuali contrasti ad un livello tollerabile, ed evitare che possano dare adito ad eventuali fratture interne alla redazione o a vere e proprie scissioni. Se un giornalino si spacca infatti, la vittoria è inesistente, mentre la sconfitta è duplice.

In compenso, avere opposizione e contrasti interni – in misura moderata – porta competizione, e quindi una maggiore produttività. Non ci dispiace notare che il secondo anno di esistenza di Zabaione, quello in cui di gran lunga ci sono stati contrasti più contrasti interni, è anche stato l’anno in cui abbiamo superato il record milanese di numeri pubblicati in un anno da un giornalino scolastico.

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