Il Metodo – Introduzione

Posted on 2 maggio 2010 di

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Questo piccolo saggio non è nato per passare il tempo, in un pomeriggio di pioggia.

Inizialmente eravamo soltanto placidi studenti di una scuola italiana, e avevamo qualche buona idea, qualche sassolino da levare dalle nostre scarpe; il nostro attivismo non trovava sbocchi nell’ambito della militanza politica, per parte nostra eccessivamente corrotta dalle sue stesse ambiguità e, anche a livello giovanile, troppo scissa dall’ideale per risultare davvero appassionante e credibile.

Così, definiti certi propositi, con impegno e costanza abbiamo creato e cominciato a pubblicare un giornalino studentesco, che, come abbiamo scoperto in seguito, abbiamo strutturato in maniera diversa dal solito. Avevamo determinati obiettivi: innanzitutto intenti comunicativi, poi garantire il rispetto dei principi primari di libertà (di stampa, di pensiero, di parola, basi fondanti di ogni sistema sociale, culturale, giuridico che possa veramente definirsi libero) e al tempo stesso inseguire il sogno di resuscitare e reinterpretare, sulla base di chiavi di lettura differenti e modelli nuovi, più adeguati ai tempi, la gloriosa ed importante tradizione del “giornalinismo” studentesco italiano. Certo vi erano molte motivazioni, e molti fini: oltre a trovare un modo per colmare i nostri pomeriggi liberi, ci interessava indubbiamente la possibilità che il nostro giornale divenisse una sorta di contenitore comunicativo aperto, che favorisse realmente il dialogo tra gli studenti in più occasioni, e potesse rappresentare l’insieme degli studenti stessi senza rinchiudersi in una struttura a “casta” redazionale. Il nostro interesse in questo senso, e la conseguente nostra esperienza, hanno portato al tentativo di definire in linea propriamente teorica un modello di giornalino a tutto tondo, dal punto di vista organizzativo e più strettamente giornalistico, secondo la nostra esperienza; elaborare una teoria, insomma, che possa risultare applicabile a più situazioni.

Questo opuscolo costituisce il punto d’arrivo delle nostre riflessioni e discussioni in proposito, e ha l’obiettivo di descrivere la nostra idea di quello che, nei limiti del possibile, nel pur ridotto ambito studentesco, può e dovrebbe essere un giornalino studentesco libero.

La creazione di un giornalino studentesco libero è un processo molto difficoltoso, soprattutto a parole; ma certo le motivazioni che portano alla sua creazione non sono quelle, semplicistiche, con cui si è raccontato il nostro stesso proposito all’inizio di questa introduzione. Libero in che senso, innanzitutto? Il giornalino è, in questa forma, strumento di più accurata e lucida comprensione del mondo e della società, per chi lo scrive e per chi lo legge; assume il ruolo fondamentale di laboratorio d’opinioni, senza dover necessariamente informare, diventa un’occasione di confronto e di discussione; riporta liberamente interessi, idee, può narrare concretamente la storia e riportare dettagli di realtà, ma soprattutto mostra totale apertura a ciò che lo circonda; è comune a tutti, proprio in quanto libero strumento di comunicazione; è indipendente da tutto, se non da sé stesso, e da questo punto di vista l’unico credo che propugna è la sua stessa, autonoma libertà. Questo è il nucleo delle caratteristiche che definiscono la nostra idea.

Si potrebbe pensare a questo come un modo di convogliare verso fronti diverse dalla politica il nostro “fanatismo” ideale giovanile; visto che effettivamente è un ideale la base di questo progetto; non è così, non fatevi ingannare dall’apparenza: questa non è un’utopia. Infatti abbiamo preferito evitare quanto più possibile l’ingenuità eccessiva delle affermazioni utopiche, consapevoli dell’impossibilità di metterle in atto; il nostro Metodo è invece assolutamente applicabile nella realtà, come dimostra la nostra stessa esperienza. Infatti, questo piccolo “manuale” è fondamentalmente frutto della concettualizzazione di aspetti riconducibili alla sfera pratica, in seguito alla loro diretta applicazione; e la parte più puramente “teorica” consiste nell’elaborazione programmatica di ciò che ancora non siamo ancora riusciti a fare a livello pratico.

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