Vendola, Fini e gli spinelli

Posted on 27 aprile 2010 di

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Dicono che un libertario non sia altro che un conservatore che si fa gli spinelli. Sì, io mi riconosco e mi piace definirmi libertario. Non vedo motivo di mentire: quando capita, a una cannetta non si può dir di no. Ma sulla definizione qua sopra qualcosa da ridire ce l’ho. Dopo aver definito in via teorica la propria posizione politica (cosa che non ho fatto nè penso di fare in questo blog, ma nella mia testolina sì), si cerca di connetterla alla vita politica di un paese, per capire in modo strategico a chi è meglio affidarsi. E’ qui che entra in gioco il sig. Vedola. E’ nel tentativo di fare questa connessione che ho iniziato a pensare, col puro scopo di masturbarmi mentalmente, chi voterei se Vendola e Fini si dovessero scontrare in una gara elettorale.

Dovete sapere che la mia fidanzata è un po’ bolscevica, e appena ha visto che su “Che tempo che fa” di Fazio sarebbe comparso Nichi Vendola, mi ha ordinato tassativamente di guardarmi la sua intervista. In effetti, è proprio quell’intervista che ha scatenato questo articolo. Vendola ha i suoi pregi, devo ammettere. Rispetto a tanti altri politici italiani ha dei programmi – dei progetti – e sembra voler vincere mediante quelli e non mediante i soliti clientelismi da quattro soldi. O almeno, questa è la mia impressione. Perchè, allora, continua a non piacermi? Fondamentalmente per due motivi: A) è  troppo idealista B) è troppo socialista. Questo si vede in modo chiaro nella sua intervista, e nelle opinioni che esprime sulla resistenza e sul berlusconismo.

A) E’ troppo idealista. Nell’intervista lo possiamo vedere nei termini in cui si pone come eterodosso e distaccato dalle ideologie tradizionali, ma finisce per cascare nella stessa retorica che condanna. L’intervista risale al 25 Aprile (domenica scorsa) e si sofferma molto sul ruolo della resistenza e sul ritorno di sentimenti razzisti e fascisteggianti nella società italiana. Nonostante Vendola riconosca l’esistenza di questi sentimenti, e ammetta apertamente, senza ipocrisie, di volerli combattere (il che è di per sè ammirevole), non va fino in fondo. Se uno volesse fare un’analisi storica un minimo approfondita, infatti, andrebbe a finire da tutt’altra parte.  Qualcuno mi chiamerà revisionista, ma la letteratura in proposito – da Renzo de Felice a Tony Judt – non lascia dubbi: il fascismo è stato (tristemente) un movimento di massa, e non un fenomeno limitato ad un élite dispotica che monopolizzava il potere. Riferirsi ai partigiani italiani come liberatori e unificatori del paese non è solo un’affermazione ideologica: è semplicemente un falso storico. Il movimento partigiano in Italia, come nel resto dell’Europa, era ben lontano dall’essere un fenomeno di massa. Piuttosto, assomigliò a una vera e propria guerra civile.

B) E’ troppo socialista. Ho già spiegato che secondo me la soluzione ai problemi d’Italia non possono che venire da movimenti liberisti e decentralizzatori (in articoli come questo e quest’altro). Ma il problema che pongo non ha solo a che vedere con lo statalismo di Vendola; piuttosto, quello che più mi preoccupa è la sua visione di ciò che chiama “berlusconismo”. Il problema del berlusconismo, secondo Vendola, sta nella sua natura capitalista. Lo sviluppo del consumismo in Italia è frutto non della “campagna culturale” di Berlusconi, ma piuttosto di forze assai maggiori come quella della globalizzazione e del mercato, che poco o niente hanno a che vedere con i difetti più grandi di Berlusconi – le bugie, la corruzione, le politiche pacco.

Un leader che si porta dietro queste caratteristiche (meglio, questi difetti) non si può porre come una valida alternativa a Berlusconi. Molte più speranze ha, a parer mio, uno come Fini: anch’egli con delle idee più chiare, ma anche con un atteggiamento più pragmatico e uno stile più neo-con. Il mio problema con Fini, tuttavia, è che non si fa gli spinelli. No, sul serio, non lo dico per sparare cazzate. Il problema di Fini (e dei finiani) è che, anche se trovasse le forze di opporsi a Berlusconi, deep inside è ancora un ex-fascista: un autoritario e, in alcuni casi, un corporativista. Comunque il punto di questo articolo è indipendente da tutto questo discorso; il punto è: nonostante quello che pensano molti dei miei coetanei, secondo me Vendola non è adatto a guidare il centro-sinistra italiano…almeno non se quello che cerchiamo è un modo per sconfiggere Berlusconi e risolvere i veri problemi del paese. E per discutere questo più nel dettaglio, mi trovate più che volentieri nei commenti qua sotto.

Il Brutto

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Posted in: Politica