Lucy in the Sky with Diamonds

Posted on 10 aprile 2010 di

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Danno fisico e dipendenza di varie sostanze psicotrope. Fonte: The Lancet

Questo articolo nasce da una delle mie solite discussioni più o meno effervescenti, e sono sicuro che sarà la causa di altre ancora. Sulla vicenda mi ero già espresso anni fa su uno dei (pochi) numeri dell’Associazione dei Giornali Scolastici di Milano, in realtà, ma al tempo ero uno sbarbatello. Ora che sono un giovane intellettuale (più giovane che intellettuale) e che mi sento più cresciuto e maturo, sono tornato sull’arena pubblica per esprimere lo stesso concetto difendendolo con argomenti (a mio parere) più rilevanti. Il particolare che più mi sta sul culo di tutto il dibattito fra proibizionisti e antiproibizionisti è la netta distinzione fra droghe pesanti e droghe leggere. ATTENZIONE! Non sto dicendo che non esista una distinzione fra marijuana e cocaina, o fra whisky e oppiacei. La distinzione esiste in modo palese, tanto negli effetti neurologici che queste sostanze hanno sui nostri cervelli, quanto negli effetti fisici che hanno sui nostri corpi. Dire che sono la stessa cosa non sarebbe solo in disaccordo con la tesi di questo articolo, ma sarebbe semplicemente falso.

Piuttosto sto dicendo che queste differenze, seppure esistenti, non dovrebbero essere il punto in questione. I motivi per cui tutte le droghe, leggere o pesanti, dovrebbero essere legali trascendono nel modo più completo il loro effetto psicotropo o l’elevato danno fisico che causano all’organismo umano. I motivi per cui le droghe, tutte le droghe dovrebbero essere completamente legali secondo me sono tre: uno morale, uno sociale, e uno legale. Nessuno dei tre ha a che vedere con gli aspetti medici della vicenda.

L’argomento morale riconosce innanzitutto che nonostante il fatto che sia medicamente provato che, più o meno, tutte le droghe causano pesanti danni fisici, questo non significa che esse non si debbano assumere. La scelta da fare non è tra A) le droghe fanno male e B) le droghe non fanno male; piuttosto, dato che una droga causa i danni x e y, la scelta è tra A) x e y sono danni troppo gravi per godere dei benefici di questa droga e B) i benefici di questa droga sono talmente alti da farmi ignorare i danni x e y. Questa è una scelta completamente soggettiva, un trade-off, che può essere presa solo individualmente. Che senso ha che l’intera società decida per ognuno quale trade-off è conveniente e quale no? Sarebbe come se dovessimo far votare il parlamento ogni volta che dobbiamo scegliere se mangiarci un hamburger o un’insalata. Proibire una droga, pesante o leggera, significa che la società sta applicando i suoi standard morali a ogni individuo, il che in via teorica non differisce per niente dall’imposizione della legge coranica nei paesi del medio-oriente.

Dal punto di vista sociale, poi, si avrebbero moltissimi vantaggi legalizzando tutte le droghe. Come avevo già fatto notare nel già citato articolo, è palese che il proibizionismo sta alla delinquenza come l’ossigeno sta a un incendio. Rendere un prodotto illegale significa creare per esso un mercato illegale. Spesso la gente si dimentica di quali siano gli altissimi costi di avere questo tipo di mercato illegale. Le persone che avranno meno da rischiare a entrare in questo mercato saranno quelle che già sono fuorilegge. Proibire una sostanza significa aprire un nuovo mercato a queste persone, il che non può di certo far del bene. Ma non è tutto qua: il proibizionismo non solo risulta in un aumento del crimine – organizzato e non – ma risulterà anche in un aumento di controlli, il che significherà maggiore attività del corpo poliziesco, il che significherà maggiori spese sulle spalle dei contribuenti.

Sotto l’aspetto legale, infine, bisogna ammettere che le droghe sono un prodotto, e come tale costituiscono proprietà privata. Parlando di legge intendo parlare di legge naturale, della legge per cui ogni uomo ha un diritto inalienabile alla proprietà, a possedere ciò che gli appartiene e a farci ciò che più gli piace. Il fatto che lo stato si permetta di ficcare il naso nelle faccende di mercato e di proprietà privata è una palese violazione della suddetta legge naturale, e viola ogni termine del contratto che dovrebbe essere rispettato tra governo e società civile. Ancora in via teorica, non corre alcuna differenza tra uno stato che consente di vendere alcolici ma non eroina, e tra uno stato che consente all’azienda A di lavorare, ma non all’azienda B.

Questi sono dunque i motivi per cui, a mio parere, sarebbe un bene legalizzare le droghe. Essi non hanno nulla a che vedere con le conseguenze mediche di ogni sostanza e i parametri culturali di ogni società. Se non siete d’accordo, mi trovate nei commenti.

Il Brutto

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Posted in: Economia