ATTENTATO, si tratta di ATTENTATO!

Posted on 14 dicembre 2009 di

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Un po’ come quando Beppe Braida prendeva per il culo Rete4. Solo che stavolta non fa più ridere e non siamo a Zelig. Il Presidente del Consiglio è stato colpito al volto da un pazzo, dopo un comizio in Piazza del Duomo a Milano. Insomma, niente di tragico. Re Silvio I s’è preso un cazzotto sul muso. Cose che capitano. Ed è anche normale che, essendo la vittima del pugno il Presidente del Consiglio, la notizia faccia tanto rumore. E, volendo, è anche normale che ci siano indagini per scoprire se il suddetto spostato sia legato a gruppi estremisti. Se una cosa del genere succedesse negli USA, sicuramente tutti guarderebbero subito verso Al Qaeda; se succedesse nell’Inghilterra della Tatcher, tutti guarderebbero all’IRA; nell’Italia degli anni di piombo, tutti guarderebbero verso le BR o qualche altro gruppetto terrorista d’ispirazione comunista, anarchica o fascista. Poi, una volta che ci si è accertati che non si tratta di un attentato politico, ma semplicemente di uno squilibrato che ha compiuto una follia, si pensa “per fortuna che non è successo niente di grave…” e si va avanti, senza ulteriori conseguenze. Questo è ciò che succederebbe in un normale stato di cose. Ma, si sa, l’Italia del 2009 è tutto fuorchè normale.

LE DICHIARAZIONI DEL PREMIER

Dall’ospedale, Berlusconi dice: “Questo è il frutto di chi ha voluto seminare zizzania. Quasi me l’aspettavo…” E ancora: “Tutti dovrebbero capire che non è possibile oltraggiare un presidente del Consiglio, questa è la difesa delle istituzioni”.  Insomma, non dice esplicitamente che l’attentato è stata colpa dei “comunisti” (=chiunque non sia suo suddito fedelissimo e veneratore), ma sembra implicare che tale azione sia stata causata – più o meno direttamente – dalle critiche che gli vengono rivolte. Queste implicazioni sono gravissime. Dire, implicare, o anche solo pensare che le critiche rivolte a un uomo politico siano per natura un’istigazione a sovvertire l’ordine sociale è uno dei primi passi verso il totalitarismo. In sostanza, un’affermazione del genere condanna l’opposizione in quanto opposizione: un evento del genere, che il capo del governo dichiari che l’opposizione è di per sè malvagia, può avvenire solamente in un paese, se non totalitario, almeno non completamente democratico.

LE DICHIARAZIONI DEGLI ALTRI POLITICI

Personaggi come Fini, Napolitano e Bersani, che sono pure dei gran porci ma almeno hanno la testa sulle spalle, hanno fatto le loro dichiarazioncine condannando l’aggressione e blaterando qualche solito discorsino da politicante, per poi tornare al proprio posto. Questo è uno dei pochi aspetti della vicenda che rientra nella normalità di come le cose dovrebbero essere.

Tuttavia, c’era chi si doveva distinguere. Di Pietro, in una delle sue uscite da super-eroe del popolo di serie B,dice che “Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefreghismo istiga alla violenza”. Nello stesso momento, Bossi si sveglia dal suo stato di semi-vegetale per boffonchiare che “quello che hanno fatto a Berlusconi è un atto di terrorismo”. Entrambe queste affermazioni, fatte da parlamentari, in qualsiasi altro paese avrebbero avuto pesantissime coseguenze politiche. Dire che il Presidente del Consiglio “istiga alla violenza” è o un modo subdolo per dire che stai organizzando la rivoluzione, oppure un suicidio politico. Allo stesso modo, abbaiare “attenti al terrorista” contro il primo che passa è un’affermazione fortissima, che, in una normale liberal-democrazia occidentale, avrebbe pesantissime conseguenze sul politico che l’ha detta.

Il fatto che le azioni di un folle abbiano conseguenze politiche, il fatto che le affermazioni di Berlusconi, Di Pietro e Bossi non siano state seguite da nessuna conseguenza, possono essere segno di due cose: A) che l’Italia sia sull’orlo della guerra civile, oppure B) che gli italiani siano talmente abituati alle balle che vengono dall’alto, che quando sentono stronzate del genere non ci fanno neppure caso.

Dato che non mi risulta che nessuno stia organizzando milizie in vista di conflitti armati, non mi resta che trarre la solita conclusione: l’Italia è un paese parallelo alla realtà – ovvero, non la incontra mai.

Il Brutto

PS: giusto per confermare questa tesi, pensavo di farvi notare questo video del comizio che ha preceduto l’attacco fisico al Berlusca. E’ particolarmente interessante che a 00:24, Berlusconi affermi: “per questo dobbiamo contrapporci a voi, perchè voi vorreste trasformare l’Italia in una piazza urlante, che inveisce, che insulta, che condanna: vergogna! Vergogna! Vergogna!” Trovo particolarmente ironico che Berlusconi dicesse precisamente queste parole mentre si trovava davanti a una piazza urlante in sua adorazione, mentre lui inveiva, insultava, condannava.

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