Famiglia cristiana e il satanismo: bufale e cazzate

Posted on 24 settembre 2009 di

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Se, come me, sprecate irreversibilmente parte della vostra giornata davanti alle magiche schermate di facebook, avrete senza dubbio notato un link che sta girando in questi giorni, in cui si riporta un fantomatico articolo di Famiglia Cristiana sul Pericolo Satanismo e sugli accorgimenti da prendere per evitare che degli innocenti pargoli si trasformino in brutali mostri come questo tizio. L’assoluta mancanza di link alla versione originale, seguita da una breve ed infruttuosa ricerca su internet, mi hanno confermato che si tratta di una delle tante bufale che girano in rete. Avrei già potuto pensarlo, dal momento che i presunti indizi di satanismo erano fin troppo stupidi, ma da Famiglia Cristiana ci si può aspettare di tutto: infatti, in seguito ad una breve ricerca nel sito del periodico con la parola chiave “satanismo”, mi è capitato sotto gli occhi questo superbo articolo risalente al 4-2-2007. Il pezzo, sebbene non raggiunga le preziose perle umoristiche del fake che circola su faccialibro, risulta quantomeno squallido e mostra una sostanziale incomprensione della cultura e delle subculture giovanili. Iniziando col solito uso strumentale e inconsistente delle statistiche («In una ricerca di qualche tempo fa abbiamo scoperto che un adolescente su dieci in Italia rischia di cadere nel fenomeno del satanismo. Una percentuale spaventosa.”, quota peraltro riportata senza fonti), il giornalista prosegue condannando gli adepti di Satana, “attratti dal fascino della ribellione e dell’anarchia, dalla pratica del sesso e dal consumo di alcol e droghe”, cioè da un atteggiamento libertario nei confronti della società, dall’emancipazione sessuale e dal consumo di alcol e stupefacenti, comportamenti cui la Chiesa Cattolica ha sempre preferito la struttura gerarchica, la repressione sessuale, il proibizionismo.  La filippica raggiunge poi livelli comici impensabili, con la celebre accusa di satanismo rivolta ai Pokemon, colpevoli di contenere “richiami espliciti alla violenza, alla conquista del potere e al dominio sugli altri.” Del resto il mondo cattolico non è nuovo a queste interessanti esternazioni: nel 2003 l’allora cardinale Ratzinger criticò ferocemente la saga di Harry Potter, in quanto “subdola seduzione” ed elemento portatore di corruzione.

Al di là degli elementi ridicoli di quete polemiche, che sono molti, è ravvisabile un elemento culturale interessante: il rifiuto, da parte delle autorità ecclesiastiche, ma anche della pubblica opinione, di concedere al satanismo lo status di religione. Il dibattito filosofico e teologico sull’evoluzione storica del satanismo non è ancora concluso, nè ha raggiunto punti di accordo univoco. La Wikipedia italiana presenta varie distinzioni, che risultano in realtà decisamente confuse; Wikipedia inglese invece riporta una classificazione del fenomeno in Satanismo tradizionale o teistico e satanismo ateo o deista. Il primo concepisce Satana come un dio, ma privo delle connotazioni negative ed anticristiane presenti nella Bibbia; il seguente brano estratto dalla voce di Wikipedia inglese “Theistic satanism” è iluminante a questo proposito:

Self-development is important to Theistic Satanists. This is due to the Satanists’ view of Satan, who is seen to encourage individuality and freedom of thought, and the quest to raise one’s self up despite resistance, through means such as magic and initiative. They believe Satan wants a more equal relationship with his followers than the Christian God does with his. The main sin as the Christian god and his followers see it is that someone does not bow down to God. Some Satanists seek to remove any means by which they are controlled or repressed by others and follow the herd, and reject authoritarianism.

Come emerge da quest’estratto, la dottrina religiosa del satanismo propone un rapporto con la divinità particolare rispetto a tutte le altre religioni; viene soprattutto sottolineato il carattere libertario e paritario del rapporto tra i fedeli e Satana.

Il satanismo ateo invece, nato negli USA nel 1966 per opera di Anton Szandor LaVey, si presenta come un movimento dichiaratamente non religioso, che vede in Satana la personificazione simbolica di tutte le caratteristiche dell’uomo terreno. Il sito religoustolerance.org presenta questo movimento come un “small religious group that is unrelated to any other faith, and whose members feel free to satisfy their urges responsibly, exhibit kindness to their friends, and attack their enemies”.

Una puntualizzazione è a questo punto necessaria: non sono satanista, sono e rimango agnostico dal punto di vista filosofico e ateo da quello religioso; tuttavia continuare ad identificare il satanismo con gruppi criminali come le “Bestie di Satana” significa fondamentalmente parlare di qualcosa di cui non si sa niente. Negli USA il culto di Satana è stato riconosciuto ufficialmente dallo Stato come religione e lo si può praticare liberamente in determinate chiese. Non mi stupisce che la Chiesa cattolica si opponga alla libera espressione di una comunità religiosa; a prescindere dal suo carattere ultraconservatore e proibizionista in aspetti molto più comuni della vita umana(divorzio, aborto, testamento biologico, ecc.), è ovvio che sia spaventata dall’ingresso di una nuova confessione religiosa (quindi di una concorrente nel “mercato” dei fedeli) e che quindi tenti di affossarla accostandola a pazzi assassini come i membri della setta citata in precedenza. La stessa cosa non si può dire, invece, della stampa italiana, che è sempre rimasta fedele alla versione ufficiale del pensiero cattolico, senza distinguere tra chi si professa satanista e chi gira con una mannaia a squartare la gente affermando di esserlo.

Il Cattivo

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