NOTIZIA IN ESCLUSIVA: Liceo Parini di Milano raso al suolo da incendio

Posted on 30 agosto 2009 di

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infiammabileIl liceo dell’allagamento si asciuga fin troppo: ieri attorno alle 23.30 un incendio ha raso al suolo un’intera ala del liceo piu’ antico di Milano. Fortunatamente non ci sono stati morti ne’ feriti gravi. L’unico ad aver riportato lievi ustioni e’ il custode, che si e’ gia’ rimesso e ha gia’ dato la propria disponibilita’ ad aiutare nei lavori di restrutturazione. Causa dell’incendio sarebbe, dicono i vigili del fuoco, un mozzicone di sigaretta gettato nella polverosa e semi-abbandonata biblioteca del terzo piano da un ospite ignoto della scuola.

BENE, ora che ho attratto la vostra attenzione raccontandovi cazzate posso parlarvi della Chiesa di Gesu’ Cristo e dei santi degli ultimi giorni, a.k.a. i mormoni. Mi rendo conto del fatto che come argomento possa sembrare un tantino palloso (e in effetti, volendo, un po’ lo e’), motivo per cui ho deciso di ricorrere al bieco stratagemma della notizia “formato studio aperto”; ma vi prometto che se continuate a leggere le prossime righe capirete perche’ in realta’ la vicenda e’ quasi divertente.

Sappiate inoltre che per chi legge interamente quest’articolo ci saranno delle caramelle in omaggio, e per chi lo commenta le caramelle saranno accompagnate da una penna regalata da un membro del PDL candidato assessore al comune di Assago.

Chiunque di voi mi conosca minimamente sa che DECISAMENTE non sono un tipo religioso. Non ho mai avuto un’educazione religiosa, non ho mai avuto nessun sacramento a parte il battesimo (che, fra l’altro, considero una violenza spirituale nei miei confronti), non mi e’ mai venuto in mente che ci fosse un tizio invisibile in cielo che mi guarda sempre e decide quello che devo e non devo fare. Lo stretto contatto con il cattolicesimo italiano, poi, mi ha portato, nei primi rossi anni della mia adolescenza, a un vero e proprio disprezzo del sentimento religioso, come fuorviante, ipocrita e balordo. In effetti, e’ quello che ancora penso di molte figure religiose. Tuttavia, qualcosa e’ cambiato.

Tutto e’ iniziato quando una serie di discussioni su diversi forum mi hanno convinto che correva un’effettiva differenza (effettiva=non puramente nominale) tra l’ateismo e l’agnosticismo, e che probabilmente, filosoficamente e teologicamente parlando, aveva piu’ senso definirsi agnostici che atei. Anche abitare in America ha contribuito a modificare la mia percezione della religione. Sono convinto che quella americana sia, in genere, una versione molto piu’ sentita e molto meno assolutista della religione. Qui nel campus della mia universita’, che e’ aconfessionale, per esempio, c’e’ una sola cappella che funge da luogo di ritrovo spirituale per tutte le religioni, ovvero da luogo di ritrovo per la ventina abbondante di associazioni religiose (ciascuna di differente fede, ovviamente). La diversita’ religiosa degli USA ha contribuito a creare un clima molto aperto, anche alla scienza: ad esempio, negli ultimi mesi hanno tenuto una serie di conferenze su come conciliare creazionismo e darwinismo.

Questo ovviamente non vuol dire che non ci siano fanatici. Magari non sono universitari e magari non stanno a boston, ma ci sono. Tuttavia, il semplice fatto che ci siano figure religiose di alto calibro aperte al diverso fa davvero la differenza rispetto al panorama italiano: trovatemi un prete cattolico in Italia che sia disposto ad affermare in pubblico che Darwin magari c’aveva anche ragione, e vi lavo i piatti per un mese. Quando uno si trova in un clima di cosi’ alta tolleranza, a fare discriminazioni non si sente uno stronzo, ma semplicemente un pirla. Pian piano, ho deciso, pur continuando a non essere credente – ne’ tantomeno affiliato a qualsivoglia organizzazione religiosa -, che alla fine la religione in se’ non era qualcosa di cosi’ malvagio e che in fondo potevo anche tollerarla.

Tollerare, comunque, non significa ne’ rispettare, ne’ ammirare, ne’ tantomeno trovarsi d’accordo. Con il trasferimento in college, tuttavia, e’ arrivato il contrappasso. Il mio compagno di stanza e’ mormone: ma proprio mormone-mormone. E’ cresciuto a Salt Lake City, gli ultimi due anni li ha passati come missionario in Canada, la sera prima di andare a letto si inchina davanti al letto a pregare, tiene una scorta d’acqua notevole in camera (cosa che, pare, i mormoni sono obbligati a fare per motivi religiosi), la domenica passa la mattina a pregare e poi va al piu’ vicino tempio mormone (che e’ a tre ore di macchina da qua). Insomma, si’, decisamente un tipo religioso.

Essendo cresciuto in una famiglia di atei, devo dire che all’inizio mi sentivo molto MOLTO strano. Col tempo, tuttavia, le cose stanno migliorando. Semplicemente uno si rende conto del fatto che qualcuno puo’, molto semplicemente, credere in qualcosa, e che questo qualcosa lo renda felice.

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Con questo, non intendo ne’ rinunciare al mio scetticismo humiano, ne’ rifiutare il mio anticlericalismo, ne’ dire che tutti dovrebbero credere in Dio. In effetti, se dicessi qualcosa del genere, non avrebbe senso che io non creda in alcuna forma di potere sovra-naturale (in cui, infatti, non credo). Non voglio dire che la filosofia della religione di W. James fosse corretta. Continuo a credere in un universo necessario materialistico. Se volete discuterne, mi trovate nei commenti a questo articolo. Quello su cui invece ho cambiato la mia opinione e’ il fatto che credere in Dio abbia senso – che la religione non sia, come direbbe Marx, puro “oppio dei popoli”.

Innanzitutto, ha senso in misura evoluzionistica. Non posso supportare questa tesi con alcuna evidenza, eccetto il fatto ch, se uno ci pensa, e’ ragionevole che una popolazione isolata che sviluppa un senso religioso ha piu’ probabilita’ di sopravvivere di una che non lo sviluppa. Senza un sentimento religioso, senza qualcosa che ti dica che hai un fine superiore a te stesso, nelle situazioni piu’ difficili e dolorose e’ piu’ facile semplicemente lasciare andare – il che diminuisce (per quanto marginalmente) le possibilita’ di sopravvivenza, e quindi le probabilita’ di riproduzione, e dunque quelle di conservare i propri geni attraverso le generazione.

In secondo luogo, ha senso in misura utilitaristica e psicologica, nel senso che credere – per quanto ne so io – da’ effettivamente sicurezza e tranquillita’. Ovviamente, il gioco funziona solo se non si diventa fanatici, ma i fanatismi sono negativi in ogni caso, non solo in quelli religiosi.

Ora, rimane solo una domanda da farsi. Qual’e’ la differenza tra l’acne e un prete cattolico? Che l’acne aspetta fino ai 13 anni per venire sulla faccia dei ragazzini.

Il Brutto

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